Danni al turismo per 600 milioni Febbo: «Servono misure forti»

L’AQUILA. La filiera del turismo abruzzese ha perso, in termini di volume d'affari, oltre 3 miliardi 150 e milioni di euro, con un danno valutato in 550-600 milioni di euro. Le stime sono dell'assesso...
L’AQUILA. La filiera del turismo abruzzese ha perso, in termini di volume d'affari, oltre 3 miliardi 150 e milioni di euro, con un danno valutato in 550-600 milioni di euro. Le stime sono dell'assessore al turismo della Regione, Mauro Febbo, che ieri, collegato in videoconferenza con il sottosegretario Lorenza Bonaccorsi, ha evidenziato come «il settore sia il grande assente nei decreti del Governo», invitando «a correggere l'impostazione del decreto». Quella del turismo è una delle filiere più colpite dal virus. E i numeri, anche in Abruzzo, lo dimostrano. «L'abbattimento del volume d'affari, in Italia, si calcola pari a 33 miliardi di euro e non credo che la liquidità prevista dal Governo possa essere una risposta esaustiva», afferma Febbo, «in Abruzzo il danno sfiora i 600 milioni di euro. Il decreto del Governo manca di due misure essenziali come il fondo perduto e, appunto, un pacchetto a sostegno del turismo, che possa rilanciare il settore. Rispetto alle tante piccole attività che dalla sera alla mattina sono state spazzate via, non credo vada bene lo strumento della liquidità. Nel disegno di legge Cura Abruzzo abbiamo previsto una misura che vale 12 milioni di euro a fondo perduto, proprio per la piccolissima imprenditoria e i professionisti. Dovendoci, però, uniformare alle misure del Governo, stiamo riflettendo su come sostenere questo settore economico e ragioniamo sull'ipotesi di tramutare la misura in un fondo perduto per la quota interessi. Anche per la grande industria il Cura Abruzzo prevede forme di intervento pari a 5 milioni di euro, cui si aggiungono i 9 precedentemente stanziati, destinati ai contratti di programma che saranno in grado di movimentare investimenti per 600 milioni di euro. La nota dolente resta il turismo», incalza Febbo, «mi auguro che ci sia un ripensamento per un pacchetto di misure specifiche destinate al comparto».
Anche il vicepresidente di Federalberghi Pescara e presidente della commissione consiliare turismo di Montesilvano, Adriano Tocco, ha chiesto «misure rapide da parte del Governo, altrimenti gli imprenditori locali rischiano di chiudere definitivamente i battenti. Non è sospendendo un pagamento che si risolve il problema: il 2020 deve essere un anno bianco, senza tasse e imposte, in quanto le aziende non hanno prodotto economia». (m.p.)
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