Danni per la mucillagine: scattati i maxi controlli

Droni, immagini satellitari e l’imbarcazione Ermione a caccia della schiuma Da ieri mattina l’Arta Abruzzo ha avviato l’indagine sulla costa anche al largo
PESCARA. Da ieri mattina l’Arta Abruzzo ha avviato un articolato piano di campionamenti e analisi per monitorare la presenza di mucillagine lungo il litorale e al largo della costa abruzzese mediante l’utilizzo di una serie di mezzi e strumentazioni.
Il fenomeno della mucillagine, che non rappresenta un rischio per l’essere umano, sta pesantemente condizionando la stagione balneare e continua a causare una serie di danni ai pescatori che si ritrovano reti e filtri dei motori delle imbarcazioni ricoperti dalla patina gelatinosa. A tal proposito, anche a tutela del settore, l’Arta Abruzzo ha predisposto un apposito dispositivo informatico che verrà messo a disposizione dei pescatori per segnalare in tempo reale il fenomeno durante le battute di pesca, dando la possibilità di inviare in forma anonima le coordinate geografiche e l’estensione delle chiazze eventualmente avvistate. I dati saranno presi in carico dal personale Arta per effettuare sopralluoghi e rilievi nei luoghi indicati.
Tra le azioni di controllo messe in atto dall’agenzia ambientale ci sono anche il monitoraggio effettuato dal battello oceanografico “Ermione”, per verificare la presenza delle alghe sui fondali, e l’impiego di speciali droni, dotati di telecamere ad alta risoluzione e termiche, che effettueranno verifiche lungo tutto il litorale.
Verranno inoltre svolti prelievi in superficie, realizzati video subacquei con apposite telecamere e rilievi fotografici, effettuati campionamenti e accertamenti analitici per le opportune valutazioni di carattere ambientale anche tramite mappatura del fenomeno attraverso i servizi e le immagini satellitari rese disponibili da Copernicus.
Nello specifico, i tecnici Arta hanno già acquisito le immagini satellitari del 28 e del 30 luglio del satellite Sentinel-2 L2A per identificare le zone dove potenzialmente la concentrazione è maggiore.
Il personale tecnico a bordo della “Ermione”, in uno spazio che va dai 500 metri di distanza dalla costa fino alle 12 miglia al largo, sta effettuando da ieri mattina rilievi in profondità tramite sonda multiparametrica. Le tecniche utilizzate prevedono l’impiego delle cosiddette “bottiglie di Niskin”, ovvero dei tubi in materiale non metallico, generalmente in Pvc, con due aperture alle estremità per convogliare il flusso di acqua da campionare. Tramite uno speciale meccanismo, la bottiglia imprigiona al suo interno l’acqua soltanto alla profondità desiderata, permettendo di verificare la presenza della mucillagine.
Il fenomeno delle mucillagini è rappresentato dalla comparsa di particelle di sostanza organica sospese nell’acqua che variano d’aspetto e di grandezza e che tendono a scurirsi mano a mano che invecchiano. Si passa da una distribuzione a fiocchi, a filamenti fino ad arrivare ad aggregati più o meno estesi e spessi. Le formazioni gelatinose di dimensioni maggiori possono avere effetti notevoli sugli ecosistemi e sulle attività turistiche, di pesca e di maricoltura. Le mucillagini sono costituite per il 98–99 % da acqua, il restante è dato da polisaccaridi costituiti da monomeri di zuccheri, con dominanza del galattosio, e proteine. I polisaccaridi sono sostanze che possono essere prodotte da un gran numero di organismi marini, ma i produttori principali sono micro e macro-alghe. (c.s.)

