«Dateci i medici di base»: appello dai 6mila romeni che vivono a Pescara

Il 60 per cento è costituito da donne che accudiscono le persone fragili L’associazione: colpa del lavoro in nero se manca l’assistenza sanitaria
PESCARA. Sono quasi 6mila i romeni che risiedono tra Pescara e provincia (quasi 22mila in Abruzzo). Di questi, il 60 per cento della comunità è rappresentato da donne la cui principale attività lavorativa è l'assistenza agli anziani e a persone non autosufficienti del nostro territorio.
«Ma il lavoro è ancora una piaga, bassi compensi e contratti non adeguati, o sono senza residenza e senza la possibilità di ottenere l’assistenza sanitaria». L’allarme viene lanciato da Mariana Balan, avvocato originario di Costanza (Romania), da un anno a capo dell’associazione romena di volontariato Abruzzo che ha promosso il primo Forum associativo della comunità romena in Italia che si è svolto ieri pomeriggio nella sala consiliare del Comune. Un’iniziativa organizzata in collaborazione con il Coordinamento nazionale cittadini romeni in Italia e la Federazione delle Organizzazioni Romene in Italia, patrocinata dal Comune e dall’ambasciata di Romania in Italia.
Il forum «costituisce un dialogo comunitario basato su temi sociali, civici, economici e identitari e sulle relazioni e la collaborazione tra le organizzazioni di volontariato romene e italiane a livello nazionale e internazionale», spiegano gli organizzatori. Tra i presenti, il sindaco Carlo Masci; l’onorevole Guerino Testa; il presidente del Consiglio comunale, Marcello Antonelli; il vicepresidente del Consiglio comunale Berardino Fiorilli; l’assessore alle Pari opportunità, Nicoletta Di Nisio; Maria Franca D'Agostino, presidente commissione Pari opportunità Regione Abruzzo, Claudiu Stanasel vice presidente del Consiglio comunale di Prato, Lola Aristone presidene dell'associazione giuslavorista Agi, Mariana Muntanu funzionario settore Edilizia Uil, Gianna De Amicis, segretario regionale sindacato Ugl Abruzzo, Irina Ilona, presidente associazione romena di Vasto, Sigismondo Puczi presidente dell'associazione Decebal di San Salvo, il primo segretario dell’ambasciata romena, Corina Lefter e il presidente del coordinamento nazionale cittadini romeni in Italia, Stefan Stanasel.
«L’obiettivo del forum», spiega Balan, «è costruire un dialogo comunitario basato su temi sociali, civici, economici e identitari e sulle relazioni e la collaborazione tra le organizzazioni di volontariato romene e italiane a livello locale, nazionale e internazionale. La barriera più difficile da superare è quella linguistica, ma chiediamo la copertura sanitaria dei medici di base per le nostre comunità».
«A Pescara e provincia sono 5. 618 i romeni, secondo l’ultimo censimento (2022) del Comune di Pescara, il 27% della popolazione straniera che a livello nazionale arriva al 30%», prosegue il rappresentante della comunità romena. Di questi oltre 5mila romeni sul territorio provinciale «il 60%, è costituito da donne che fanno le badanti alle famiglie con anziani. Nonostante abbiano mansioni delicate perché si occupano di persone fragili, donne che abbandonano le loro famiglie nelle terre d’origine per cercare una vita migliore, spesso si ritrovano a lavorare a nero, oppure non sono ben contrattualizzate». E questo, ribadisce, provoca precarietà: «Se i lavoratori non hanno un contratto, non posso ottenere la residenza, e se non hanno la residenza non hanno assistenza sanitaria». E conclude l’avvocato Mariana Balan: «Questo primo forum ci consentirà di incontrarci tutti insieme e discutere dei problemi comuni».
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