De Laurentiis ha il Covid Test negativo per Marsilio

Il presidente del Napoli è risultato positivo 5 giorni dopo la partenza da Castel di Sangro Fa una battuta: «Ho mangiato ostriche», ma da ieri ha 38 di febbre. Governatore: tutto ok
Tutti con il fiato sospeso per la positività al Covid-19 di Aurelio De Laurentiis, 71 anni, produttore cinematografico e presidente del Napoli. Da Capri a Milano, passando per Castel di Sangro, laddove De Laurentiis è stato fino a una settimana fa. Chiunque ha avuto a che fare con lui è stato sottoposto a tampone dopo l’allarme lanciato mercoledì sera. Anche il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e l’assessore allo sport Guido Quintino Liris che sono stati con De Laurentiis nella giornata di venerdì scorso, quando, dopo l’amichevole con il Teramo, il Napoli ha concluso il primo ritiro precampionato a Castel di Sangro. Entrambi gli amministratori hanno tirato un sospiro di sollievo, ieri alle 23, alla notizia del responso negativo. «Mi sono sentito con De Laurentiis», ha detto Marsilio, «gli ho fatto gli auguri di pronta guarigione».
La fibrillazione ha avuto inizio poco prima delle ore 20 dell’altra sera quando è cominciata a circolare la notizia della positività del tampone a cui il presidente del Napoli si è sottoposto il giorno prima. Nel frattempo, però, è stato a Milano, dove ha partecipato all’assemblea di Lega A, all’hotel Hilton di Milano. Sorridente e brillante, come al solito. E senza mascherina, un particolare che ha suscitato polemiche e malumore tra i colleghi presidenti della serie A. In serata, di rientro a Capri, alle prese con i primi sintomi (febbre a 38,5, debolezza e dolori articolari), ecco la telefonata al presidente della Lega A Paolo Dal Pino per avvertirlo del responso. Non essendo asintomatico ed avendo sofferto per una polmonite nello scorso inverno, nel pomeriggio di ieri i medici hanno deciso di trasferirlo, insieme alla moglie Jacqueline, dall'isola all’abitazione romana con la prospettiva di un ricovero al Policlinico Gemelli per curarsi.
L’ALLARME. Dopo la chiamata a Dal Pino, mercoledì sera, è stato avviato il protocollo sanitario e quindi sono stati allertati tutti i partecipanti alla riunione del gotha del calcio.
Ieri mattina la notizia è diventata di dominio pubblico, il club l’ha confermata sui social. E le autorità sanitarie hanno iniziato la ricerca di tutti quelli che, negli ultimi giorni, hanno incontrato il presidente, compreso il collega Oreste Vigorito (Benevento) salito sull’aereo privato del produttore cinematografico per fare ritorno dall’aeroporto di Linate a quello di Capodichino.
IL CONTAGIO. A metà mattinata, si è venuto a sapere che anche la signora De Laurentiis, Jacqueline (pure lei presente a Castel di Sangro la scorsa settimana), febbricitante, è positiva al Covid-19. E che, nei giorni scorsi, un dirigente del Napoli - molto vicino al presidente - era stato contagiato senza che la società avesse reso noto la notizia. Con ogni probabilità, quando era a Castel di Sangro con la squadra.
I giocatori e lo staff tecnico, comunque, sono al riparo da ogni sgradita sorpresa perché i risultati dei tamponi (gli ultimi lunedì) sono stati negativi e non sono entrati a contatto diretto con la dirigenza. Tant’è che il programma delle amichevoli - oggi al San Paolo con il Pescara e domenica a Lisbona - non è stato modificato.
LA FILIERA. A Castel di Sangro, durante il periodo di ritiro, era stato segnalato solo un caso di Covid, il 31 agosto scorso, quello di una giornalista al seguito dei partenopei reduce da un soggiorno in Sardegna. Poi, il dirigente partenopeo e, infine, il presidente e signora. È questa la filiera sospettata, anche se ovviamente non ci sono certezze. Resta il fatto che facendo i conti con i tempi di incubazione del virus è probabile che De Laurentiis e signora siano stati infettati durante il soggiorno abruzzese.
RISVEGLIO NELL’ALTO SANGRO. Nel frattempo, la mattinata è ricca di apprensione, perché la Asl dell’Aquila chiama, in paese, tutti coloro i quali sono entrati in contatto con il presidente, compreso il personale dello Sport Village Hotel dove è stato in ritiro il Napoli. Via alla procedura dell’isolamento fiduciario e del tampone, ma la preoccupazione è relativa perché alcuni operatori dell’albergo, per altri motivi, già nei giorni scorsi si erano sottoposti ad accertamenti con esito negativo. Una certezza, però, c’è: in due settimane, a Castel di Sangro, nessuno ha visto Aurelio De Laurentiis con la mascherina, se non qualche volta posizionata sotto al mento.
Lo stesso presidente del Napoli non ne aveva fatto uso – almeno pubblicamente - nemmeno a Milano, mercoledì, dove è stato a contatto con gli altri presidenti della serie A e con i giornalisti. Dapprima nella sala conferenza dell’Hilton, seppur a debita distanza, durante la discussione e poi nella pausa pranzo. Aveva mal di pancia, questo sì. «Colpa di un’abbuffata di ostriche», la motivazione fornita. Pensava fosse un’indigestione, invece era il Covid.
Non aveva febbre quando è partito - assicurano dalla società -, altrimenti gli sarebbe stata rilevata all’aeroporto. All’uscita dall’hotel aveva affrontato anche i microfoni, rispondendo a qualche domanda dei giornalisti. E poi a Vigorito: «Vieni con me, c’è l’aereo che ci aspetta». Il presidente del Benevento con la mascherina e De Laurentiis senza.
A TERAMO. Nessuna preoccupazione, infine, in casa biancorossa. Il presidente Franco Iachini, che venerdì aveva visto De Laurentiis allo stadio Patini in occasione dell’amichevole, la squadra e lo staff mercoledì hanno fatto tampone e test sierologico come da programma e sono risultati tutti negativi.
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