De Martinis: grazie allo Sprar stiamo svuotando gli alberghi

4 Gennaio 2018

MONTESILVANO. Degrado urbano all’ex Artigianluce? Per il vicesindaco Ottavio De Martinis, più importante è sottolineare il fatto che si stanno chiudendo i centri di accoglienza straordinaria (Cas) e...

MONTESILVANO. Degrado urbano all’ex Artigianluce? Per il vicesindaco Ottavio De Martinis, più importante è sottolineare il fatto che si stanno chiudendo i centri di accoglienza straordinaria (Cas) e che il nuovo sistema Sprar è il modo migliore per gestire il fenomeno migratorio in città. All’indomani delle proteste sollevate dai comitati civici, che chiedono all’amministrazione Maragno di evitare la «pericolose commistione» tra immigrati e nuove povertà, nello stesso quartiere che ospita la mesa dei poveri e l’emporio solidale, il vicesindaco rimarca che «i benefici del sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo (Sprar) sono molteplici e soprattutto già evidenti. Grazie a questa tipologia di accoglienza, infatti, i due Cas che, per anni, sono stati aperti negli hotel Ariminum ed Excelsior, ospitando oltre 350 extracomunitari, ora sono definitivamente chiusi, e i migranti trasferiti in altre strutture regionali». In città, attualmente, questa è la stima di De Martinis, «sono accolte 51 persone, tra donne, bambini e uomini. Più complessa, invece, la ricerca di immobili per ampliare la rete di accoglienza dello Sprar, tanto che l’amministrazione ha pubblicato un avviso per individuare nuove sedi, che non presenta termini di scadenza. «Questo ci permetterà di ridurre al minimo il numero degli immigrati accolti in ciascuna struttura», riprende il viceindaco, «con lo Sprar, attiviamo un’accoglienza numericamente controllata, entro un massimo di 161 tra donne, uomini e bambini». Persone accolte in diversi centri, spiega De Martinis, «proprio per evitare concentrazioni a cui siamo stati purtroppo abituati fino a oggi. Abbiamo voluto fortemente entrare nella rete Sprar, per sviluppare un progetto di accoglienza, risultato il migliore su scala nazionale, gestito da Azienda speciale e Ati Arci Pescara, Polis, Caritas diocesana e coop Ausiliatrice che vedrà i profughi impegnati in attività formative e professionali, oltre che lavori socialmente utili».