De Ritis, Sereni, Pedicini Tutti i riconoscimenti ai “benefattori” di Pescara

Premi anche al gesuita padre Piva, alla poetessa Di Gregorio e (alla memoria) alla giornalista e storica dell’arte Silvia Dell’Orso
Sono solo alcuni degli uomini e delle donne che, come ha rimarcato ieri il sindaco Marco Alessandrini, «hanno fatto del loro meglio per realizzare la propria vocazione, il proprio sogno e il proprio generoso desiderio di essere utili agli altri» e per questa ragione sono stati premiati con il tradizionale Ciattè o il Delfino d’oro. Il comitato dei saggi, presente ieri mattina durante il consiglio comunale solenne per la consegna delle benemerenze civiche in occasione della festa di San Cetteo, ha insignito cinque personalità del Ciattè d’oro: il doppiatore, attore e insegnante di recitazione Roberto Pedicini, Silvia Dell’Orso (riconoscimento alla memoria), la poetessa e scrittrice Nicoletta Di Gregorio, vicepresidente della Fondazione PescarAbruzzo, il musicista e compositore Patrick De Ritis e Paola Sereni, già medaglia d’oro del ministero dei Beni culturali. Invece Enrico Vanzina e Padre Pino Piva, pescaresi di adozione, hanno ricevuto il Delfino d’oro.
Inoltre, “Benemerenze con valore di encomio” sono state consegnante anche al team del Coc (Centro operativo comunale) e delle assistenti sociali, attivi durante l’emergenza dello sgombero delle palazzine Ater in via Lago di Borgiano, e alle dirigenti degli istituti comprensivi in pensione Cornelia Berardinelli, Annarita Bini, Assunta D’Emilio, Roberta Dalla Ragione, Maria Luisa Sasso. A premiare i cosiddetti «portatori di storie d’amore per la vita e per la città, nelle espressioni più libere, vere e luminose», il sindaco e il presidente del consiglio Francesco Pagnanelli, di fronte a una platea attenta e partecipe, formata dal prefetto Francesco Provolo, dal questore Francesco Misiti, dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti e da alte personalità del mondo delle istituzioni, della chiesa e delle forze dell’ordine.
«Mi sono innamorato di Pescara a 7 anni», racconta Pedicini, che per l’occasione ha ricevuto il premio simulando la voce di Gatto Silvestro, uno dei tanti personaggi che ha doppiato nella sua carriera, «mio padre mi portò al mare a Porta Nuova dove mangiai un panino e giocai con la sabbia. Venivo da Benevento, ma questa città mi prese il cuore e l’anima. Come Arbore si sente napoletano, io invece mi sento pescarese e, nonostante che a 19 anni avessi fretta di andare via a Roma, adesso dico che in un mondo globalizzato si possono creare tante opportunità anche qui». E se la poetessa Di Gregorio dedica l’onorificenza alla madre 98enne, presente in sala «perché la nostra società si basa sulle solide radici della famiglia», la maestra Sereni ricorda invece con affetto i suoi tanti studenti di Villa del Fuoco, di Brittoli, Corvara e Scafa: «L’insegnante è il mestiere più bello del mondo», dice dopo la premiazione, «se potessi, ritornerei in classe anche ora». Infine Padre Pino, oggi impegnato in una missione in Albania, pur confessando di non amare gli arrosticini, riconosce a Pescara il merito di essere «un luogo aperto che accoglie chiunque, dove ci sono tante persone che lavorano in maniera silenziosa per il bene comune».

