«Debiti saldati senza tagli dolorosi»

Dezio spiega i primi risultati della procedura di riequilibrio finanziario del Comune
PESCARA. Liquidazione entro fine anno di tutte le fatture da parte del Comune, mantenimento dello stato sociale e l'impegno a chiudere la consiliatura con la riduzione dei due terzi del monte dei residui attivi e passivi allo scopo di ottenere il risanamento strutturale dell'ente.
Sono i primi risultati della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale snocciolati dal capo di gabinetto e vicedirettore generale Guido Dezio. Il super dirigente a capo del dipartimento attività amministrative e finanziarie e del settore tributi giudica la deliberazione arrivata dalla Corte dei Conti «l'ulteriore prova della correttezza del nostro operato, poiché certifica che il piano di riequilibrio è corretto».
I magistrati contabili in un passaggio mettono in evidenza l'uso dei risparmi delle rinegoziazioni dei mutui per riequilibrare i conti anziché finanziarie gli investimenti. Come mai è stata adottata questa misura?
«È l'unica osservazione ricevuta dalla Corte dei conti. Ma la legge ce lo consente: abbiamo applicato una norma del 2015 del Governo Renzi. Inoltre era una strada obbligata che abbiamo dovuto seguire per mantenere in equilibrio la spesa corrente ed evitare di azzerare le politiche sociali. Nella situazione in cui eravamo le entrate non coprivano le spese nonostante i 7 milioni di tagli al sociale. Se non avessimo fatto ricorso ai mutui avremmo dovuto smantellare l'assistenza, le rette degli asili e tutti gli altri servizi».
La situazione finanziaria è quindi recuperabile?
«Si dovrebbe scrivere un libro su quello che è stato fatto a Pescara. Rispondo con alcuni dati inconfutabili: siamo a fine anno e non abbiamo fatture da pagare in ragioneria. L'amministrazione ha saldato tutte le bolle arrivate entro novembre. Mi riferisco sia alle spese correnti e sia a quelle in conto capitale, ad esempio per i lavori del Ponte Nuovo. La cassa oggi è positiva, mentre nel giugno 2014 avevamo meno 25 milioni in cassa e 30 milioni di fatture da pagare ferme in ragioneria».
E i debiti fuori bilancio?
«Questa amministrazione non ha debiti fuori bilancio. Quelli che stanno approdando in consiglio in questi giorni sono vecchi che però ci ritroviamo a pagare noi. Un'altra buona pratica fatta è la creazione di un fondo di 11 milioni di euro per i debiti potenziali dove c'è un alto grado di soccombenza: una somma accantonata che ci mette al riparo da possibili condanne. Sempre su questa strada, abbiamo accantonato 41 milioni di euro per la svalutazione crediti, ossia per tutte quelle entrate insolvibili che adesso non creeranno più danni al bilancio comunale».
In che situazione si trovano le società partecipate?
«Sono tutte in salute, con un bilancio in sostanziale pareggio, compresa Pescara parcheggi. Attiva ha persino azzerato gli interessi passivi che nel 2014 erano arrivati a 330mila euro. Adesso anche i cittadini ricevono bollette più basse».
Come mai dalle due semestrali di giugno 2015 e giugno 2016 emerge l'aumento delle spese e la riduzione delle entrate?
«Abbiamo presentato le controdeduzioni, recepite dalla Corte dei Conti, evidenziando come sia dovuto soltanto a un modo diverso di registrare le spese per il personale che tuttavia non influisce sul risultato finale. Quello che conta è che il cuore di questa nuova contabilità, ossia la differenza tra residui attivi e passivi, è passato da 300 milioni di euro agli attuali 200 milioni. L'obiettivo è arrivare al 2018 con 100 milioni di residui che equivale al risanamento strutturale».
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