Decine di alberi abbattuti La protesta dei residenti

Flash mob davanti al cantiere dell’area ex Fea. Insorgono anche Pd, M5S e Wwf Il consigliere ai Lavori pubblici: sono piante pericolose, ne posizioneremo altre
MONTESILVANO. Fermare immediatamente l’abbattimento delle piante in via Boccaccio. È quanto chiedono le associazioni ambientaliste, le opposizioni in Consiglio comunale e il gruppo di cittadini che lunedì pomeriggio, nonostante la pioggia battente, ha organizzato un flash mob davanti al cantiere dell’area ex Fea per esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’iniziativa dell’amministrazione comunale. All’origine delle proteste, le motoseghe che proprio in questi giorni stanno eliminando per sempre una trentina di alberi e una serie di filari di piante nel parcheggio di via Boccaccio, oggetto di un ampio intervento di riqualificazione.
A scendere in strada, a poche ore dall’avvio dell’abbattimento, sono stati subito una decina di residenti che hanno raccolto l’invito lanciato dall’attivista Giuseppe Di Giampietro, di raggiungere il cantiere per protestare in maniera pacifica contro le ruspe. Immediata anche la reazione dei gruppi di opposizione, Pd e M5S, che da sempre lamentano una mancata sensibilità da parte dell’amministrazione nei confronti dell’ambiente. «Di nuovo ci risiamo nel perseverare con lo scempio del patrimonio arboreo», scrivono in una nota congiunta i consiglieri di minoranza. «Le ragioni pare siano da ricercare, stando a quanto ci è stato riferito a margine della commissione lavori pubblici, nel cattivo stato di salute di alcuni di essi, in base alla perizia agronomica. Pur non volendo mettere in discussione la professionalità del perito agronomo, ci sembra paradossale che lo stato di alcuni esemplari, ritenuti pericolanti, possa costituire motivo di abbattimento per un intero filare». A detta delle opposizioni, inoltre, la motivazione del danneggiamento del manto stradale a causa delle radici non rappresenta un valido motivo per eliminare gli alberi, dal momento che «esistono numerosi sistemi di contenimento e protezione dell’apparato radicale in contesto urbano». Pd e M5S annunciano anche la convocazione di una commissione garanzia e riferiscono che l’associazione Italia Nostra si è dimostrata disponibile a contro periziare, con i propri forestali, il filare in questione. A schierarsi al fianco dei cittadini in protesta anche il Wwf che parla di «scelta sconsiderata, contraria al buon senso. Simili interventi vengono di solito giustificati denunciando cattive condizioni di salute degli alberi (le piante malate, ammesso che lo siano, non vanno abbattute ma curate) o danni provocati alla pavimentazione stradale, che si possono invece evitare semplicemente usando meno asfalto e cemento».
Ricordando l’importanza delle piante e delle aree verdi per contrastare l’inquinamento e i cambiamenti climatici, il Wwf chiede all’amministrazione di fermare i lavori, cambiare il progetto e ripristinare con nuove piantumazioni le alberature compromesse. Eppure, nonostante le polemiche, l’amministrazione sembra determinata a proseguire. «Non abbiamo deciso da un giorno all’altro di abbattere i pini», spiega il consigliere con delega ai lavori pubblici Valter Cozzi. «I ritardi del cantiere sono stati causati proprio dalla necessità di rivolgerci a un agronomo per avere una perizia che ha accertato la pericolosità di alcuni alberi, compromessi ulteriormente dalla rimozione dei cordoli di cemento, necessaria per la riqualificazione dell’area, che ha portato ancora più in superficie le radici dei pini rendendoli instabili. Come ribadito più volte», prosegue, «è già previsto nel progetto il posizionamento di nuove piante per cui cittadini e associazioni possono stare tranquilli perché il verde tornerà su via Boccaccio».

