Defunta sparita, la procura ordina di riesumare la salma di una donna

24 Luglio 2020

Aperto un fascicolo dopo il mancato riconoscimento in obitorio di una 90enne da parte dei nipoti Il pm chiede la comparazione delle radiografie tra la morta e un’anziana deceduta a inizio aprile

PESCARA. Riesumazione della salma e comparazione degli esami radiologici. Sono queste le richieste del pubblico ministero Fabiana Rapino a Ildo Polidoro, direttore dell'Unità operativa complessa di Medicina legale della Asl di Pescara, dopo lo scambio di persona che potrebbe essere avvenuto tra due anziane, entrambe novantenni, che fino alla fine di marzo erano ricoverate alla casa di riposo "Acerbo - Di Pasquale" di Loreto, poi sgomberata, e morte a distanza di tre mesi l'una dall'altra. L’inchiesta è senza indagati.
All'inizio di luglio i nipoti di una delle due novantenni, G.L. le iniziali del nome dell'anziana di Loreto, sono stati convocati in obitorio, a Pescara, per il riconoscimento della zia, appena morta nel reparto di Geriatria. Ma si sono accorti di avere di fronte una persona diversa dalla zia, che conoscevano benissimo e alla quale erano legati da un affetto profondo: impossibile sbagliarsi, quindi.
A quel punto, il riconoscimento non è avvenuto, anzi sono scattate le indagini del personale del posto di polizia dell'ospedale (coordinato dall'ispettore superiore Roberto Piserchia), per chiarire la vicenda, che ha ancora dei punti oscuri. Con la collaborazione della direzione sanitaria dell'ospedale di Pescara, si è cercato di fare luce sui passaggi che hanno interessato l'anziana e sono state ascoltate alcune persone che potevano essere informate sull'identità della donna, per arrivare all'identificazione. Da una ex coordinatrice della cooperativa che gestiva la casa di riposo di Loreto si è saputo che in effetti la donna morta all'inizio di luglio non sarebbe G.L. ma un'altra novantenne, anche lei ricoverata a Loreto fino alla fine di marzo. Entrambe le anziane sono uscite dalla casa di riposo al momento dell'evacuazione, durante la pandemia, seguendo destinazioni diverse a seconda delle condizioni di salute: da quello che risulterebbe G.L. è stata trasferita all'Aquila, poi a Città Sant'Angelo e quindi a Pescara, dove è morta all'inizio di luglio almeno stando ai passaggi segnalati ai suoi nipoti che venivano costantemente informati; l'altra è stata sistemata prima in una casa di riposo a Città Sant'Angelo e dopo pochi giorni è arrivata a Pescara, in ospedale, dove è morta all'inizio di aprile (era positiva al Covid) per poi essere seppellita a Cugnoli, almeno stando ai dati acquisiti nelle ultime settimane. Tra le ipotesi avanzate c'è lo scambio di persona tra le due novantenni al momento dello sgombero della casa di riposo di Loreto, ma per avere delle certezze il pubblico ministero che si sta occupando del caso ha disposto la riesumazione della salma della donna morta ad aprile e ha chiesto di eseguire una serie di esami radiologici che poi andranno comparati con quelli della novantenne di Loreto, la cui salma è ancora all'obitorio di Pescara.
Al momento non ci sono indagati e il reato ipotizzato è falso indotto che sarebbe stato commesso nel certificare la morte di una persona pur in mancanza del riconoscimento, anche se negli ultimi mesi le procedure sono state stravolte dalla pandemia e nessuno dei parenti poteva assistere i malati o vederli dopo la morte. La speranza dei nipoti dell'anziana di Loreto è che si venga a capo di questa vicenda: ciò che desiderano è sapere quanto prima dove sia finita la zia, accertando fatti ed eventuali responsabilità. Quanto ai parenti dell'altra novantenne, il suo amministratore di sostegno non avrebbe fornito informazioni utili a chiarire il giallo.
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