Degrado e inciviltà Via Tavo assediata da rifiuti e sporcizia

Una discarica all’aperto sotto una casa murata in via Imele E i ragazzi del Manthoné sistemano il parco della Speranza
PESCARA. La raccolta dei rifiuti lascia a desiderare. Perché fuori dai cassonetti viene abbandonato di tutto, dal vetro in frantumi agli sfalci di piante, passando per poltrone e materassi scaricati in strada. E c’è pure un wc lasciato in bella mostra sul marciapiedi. Non se la passa bene neppure il verde pubblico, perché le aiuole non vengono sfalciate da tempo, abbandonate a se stesse. E l’asfalto non è dei migliori. Per non parlare, poi, degli edifici imbrattati dai writers che contestano a caratteri cubitali i rom e pure l’Islam. In via Tavo il degrado si vive e si respira pressoché in ogni angolo e lo scenario sembra non cambiare mai, giorno dopo giorno, mese dopo mese. La situazione è sempre uguale a se stessa, con un livello di manutenzione ridotto al minimo, anche nelle case popolari del “ferro di cavallo” dove è sufficiente guardare uno dei portoni che dà sulla strada, il cui vetro rischia di disperdersi in mille schegge da un momento all’altro. Sono poche le attività, lungo la strada, la cui desolazione rimanda a un paesone pressoché abbandonato a se stesso.
La situazione migliora di poco in via Lago di Capestrano dove, all’altezza di via Imele, si trova una discarica a cielo aperto. Sotto una casa a due piani murata dall’esterno, sono accumulati rifiuti di ogni tipo: in quella che era un’area verde giacciono, al confine con il marciapiedi, materassi in quantità, un divano, un vecchio televisore e sacchi della spazzatura, solo per dirne alcune.
Una nota positiva, in questa zona, la scrive la Caritas con il progetto "Responsabili del creato", nel parco della Speranza. Oggi, ad esempio, sarà realizzato (dalle 8.30 alle 13) un laboratorio creativo con la partecipazione di alcune classi dell'istituto Manthonè.
Nell’ambito di questa iniziativa sono stati consultati gli alunni delle scuole ed entro fine aprile saranno realizzati interventi concreti nel parco, come la sostituzione dei giochi rotti, nuove alberature e aiuole, cartelli educativi nati dai disegni dei bambini e la costruzione con materiali di riciclo di un’area per l’aggregazione giovanile. Questo angolo, in particolare, è un progetto del collettivo "Collepé", formato da giovani architetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

