Del Vecchio: è stato un evento eccezionale

L’ex assessore ai Lavori pubblici promuove gli impianti anti-allagamento realizzati con circa tre milioni di euro
PESCARA. «Gli impianti anti-allagamento hanno funzionato, con la sola eccezione di via Marconi, ma solo per l’enormità dell’acqua caduta». L’ex assessore comunale ai Lavori pubblici Enzo Del Vecchio, che fino a un anno fa ha seguito direttamente la realizzazione delle opere anti-allagamento della giunta Alessandrini, risponde così al Centro che gli chiede conto degli ennesimi allagamenti, nonostante i quasi tre milioni di euro spesi finora per evitarli.
Del Vecchio, viale Marconi è diventato un fiume in piena. Com’è possibile?
Le tre pompe in immersione realizzate per garantire il sistema di smaltimento delle acque hanno funzionato benissimo. Basti pensare che da mezzanotte alle 16 hanno allontanato 2600 metri cubi di acqua, pari a due milioni e 600 mila litri. Una quantità enorme. Ma il fatto è che la pioggia caduta è stata eccezionale. Secondo i dati della Protezione civile in 24 ore sono caduti su Pescara 190 millimetri di acqua, una quantità tre volte superiore, secondo gli esperti, a quella che solitamente cade in tutto novembre. Non è stata una pioggia normale.
Quant’è costato questo impianto?
Due milioni di euro. Soldi recuperati dal progetto della Duna tra la pineta e il lungomare sud della precedente giunta Mascia, a cui poi abbiamo aggiunto altri fondi per l’impianto di via De Gasperi, che infatti non si è allagata, e di via del Circuito, che pure non si è allagata. Così come via Chiappini, zona via Nazionale Adriatica nord. Prima si allagava sempre e invece stavolta con il nuovo sistema non è successo.
Sì ma si sono allagate via Musone, via Celommi, via Tibullo, via Spaventa, via Socrate, via dei Pretuzi. Mezza città.
Ripeto, è stata una pioggia eccezionale. È vero, via Musone si è allagata, ma nel primo tratto di via San Donato, zona via Neto, no. E proprio grazie al primo tratto dell’impianto anti-allagamento che abbiamo realizzato. Manca il secondo tratto, ed è già stato appaltato per 850mila euro. Lì dove abbiamo investito, il sistema ha funzionato, ma in proporzione all’eccezionalità della pioggia. E che si sia trattato di un evento eccezionale lo dimostra proprio via Marconi, che è tornata ad allagarsi. Oltre alle tre pompe, via Marconi l’abbiamo dotata di 200 metri lineari di caditoie aggiuntive. Eppure non sono bastate.
E il villaggio Alcyone?
Lì l’impianto di smaltimento delle acque non è ancora completo, i lavori sono in corso per realizzare un impianto di raccolta delle acque dal confine di Francavilla all’incrocio con via Celommi fino a fosso Vallelunga. Sarà inaugurato a primavera e servirà ad eliminare gli allagamenti sul lungomare sud e di tutte le traverse intorno.
Ci spieghi un’ultima cosa. Perché è stato chiuso il sottopasso di Fontanelle? Era stato inaugurato ad aprile del 2016 dopo lavori per quasi 200mila euro. Lavori successivi purtroppo alla morte di Anna Maria Mancini nel dicembre del 2013.
Se l’acqua è tanta il sottopasso si allaga. L’intervento che abbiamo fatto riguarda il sistema di raccolta delle acque la cui continuità è garantita da un gruppo elettrogeno proprio e da un nuovo sistema di allerta per cui quando si allaga scatta il semaforo. Lì come negli altri sottopassi.
(s.d.l.)
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