Denuncia del sindacato Coisp: «Poliziotti senza tutele»

PESCARA. La sicurezza è un bene di tutti. A rimarcarlo è il sindacato di polizia Coisp provinciale, che ieri mattina ha organizzato un'azione di volantinaggio di fronte alla Prefettura, in...
PESCARA. La sicurezza è un bene di tutti. A rimarcarlo è il sindacato di polizia Coisp provinciale, che ieri mattina ha organizzato un'azione di volantinaggio di fronte alla Prefettura, in contemporanea con altre città italiane. «Manifestiamo con un volantinaggio il nostro dissenso contro questo governo che non vuole ascoltare niente e nessuno», spiega Giovanni Catitti, segretario provinciale del sindacato. «Noi poliziotti continuiamo a essere maltrattati, lesionati e aggrediti, senza alcuna tutela legale né nel codice penale né in quello civile». Catitti punta l'attenzione sulla mancanza di risorse finanziarie e umane. «In termini di risorse umane c'è un rapporto di uno a cinque, ossia a fronte di cinque pensionamenti viene fatta una sola assunzione. Ogni anno si genera un sovraccumulo di ferie che impedisce il giusto riposo anche psichico. A ciò si aggiunge che l'età media è sempre più alta».
Dopo il lungo blocco del turnover, infatti, a Pescara, così come quasi in tutta Italia, mancano centinaia di agenti a presidio del territorio. Sul fronte finanziario, la richiesta è di uno stanziamento di idonee risorse economiche per rinnovare il contratto nazionale di lavoro, per correggere il riordino delle carriere e migliorare l'efficacia organizzativa delle forze di polizia, ma anche per l'equipaggiamento dei poliziotti, così da tutelarne l'incolumità.
«Ci dispiace perché a volte non arriviamo», aggiunge Catitti. «Nonostante questo però il cittadino ha capito, ci comprende e ci sostiene. Quello che ci aspettiamo da questo governo è una svolta storica, che ci restituisca il giusto trattamento. A cominciare da quello economico. Ci sono colleghi che attendono da maggio 2018, quindi da un anno e mezzo, il pagamento degli straordinari, fatti in concerti a rischio o missioni. I fondi arrivano a gocce, ma sono gocce nel mare». Il sindacato di polizia chiede al governo l'introduzione di leggi che non consentano di restare impuniti a chi aggredisce, offende o minaccia gli appartenenti alle forze dell'ordine, oltre all'adozione di idonei correttivi legislativi che rendano certa l'espiazione della pena impedendo ai criminali già condannati in via definitiva di continuare a delinquere. «Noi abbiamo a cuore lo spirito di corpo e continuiamo a mantenere viva la polizia di Stato, ma ci sembra di essere in uno spremiagrumi, dove il succo vitale è finito», conclude Catitti.
Marcella Pace

