Devastato lo stabilimento Trieste La rabbia del titolare: danni gravi

31 Marzo 2023

Per 40 minuti all’interno del lido-pizzeria, coppia di ladri ha mangiato e poi distrutto qualunque cosa Ciferni: «Hanno preso gli Ipad e due motorini delle consegne». Padovano (Sib): «Non abbiamo difese»

PESCARA. La nuova stagione per i balneatori pescaresi inizia nel peggiore dei modi. Come se non bastassero la spada di Damocle della Bolkenstein e il problema delle mareggiate, adesso devono fare in conti, nel senso letterale del termine, anche con i furti e gli atti di vandalismo. L’ultimo stabilimento, ad essere preso di mira è il lido pizzeria Trieste, sul lungomare Matteotti.
Ieri notte, attorno alle 3, due uomini, ripresi dalle telecamere, dopo aver forzato una porta sul retro sono entrati e hanno rotto, distrutto, spaccato tutto quello che avevano davanti. Il raid, durante il quale hanno anche mangiato e bevuto, è durato 40-45 minuti. Poi si sono allontanati portandosi via due motorini 125 Liberty utilizzati dall’attività per le consegne delle pizze, 6/7 Ipad usati per le comande, due dei quali recuperati in mattinata, uno switch che serve a collegare i vari dispositivi presenti nel locale e, ancora, il fondocassa e varie confezioni di salumi e guanciale. Danni e bottino ingentissimi, secondo il titolare. A dare l’allarme è stato, verso le 6.30 un ragazzo che lavora nello stabilimento e che a quell’ora stava portando a spasso il cane sulla riviera. Immediatamente ha avvisato il titolare Riccardo Ciferni.
LOCALE DEVASTATO «Una cosa del genere», dice profondamente amareggiato Ciferni, «non l’avevo mai vista. Non ho ancora calcolato i danni, ma sono ingenti. Ho trovato su alcune confezioni di salumi macchie di sangue, e la nostra postazione di pronto soccorso aperta, quindi evidentemente si sono anche tagliati. Hanno fatto di tutto e di più. Prendevano cose e buttavano a terra. Da quello che ho visto, sono entrati da dietro, dopo aver staccato il gancio della porta, e poi hanno rotto vetri, infissi, luci, tutti i fili. La cassa l’hanno fatta cadere a terra, danneggiando l’hardware. Mentre distruggevano, hanno banchettato. Si sono messi pure a mangiare e a bere. In passato, furti li ho subiti, sì, ma così mai. Questo è uno sfregio. Più che un furto, mi sembra un atto di vandalismo, opera di balordi. Il ladro prende ciò che gli interessa, ma non spacca tutto».
LE INDAGINI Immediatamente, Ciferni ha allertato le forze dell’ordine. E ieri mattina, sul posto, per gli accertamenti, è arrivata la polizia scientifica, a cui sono state fatte visionare e consegnate le immagini dei sistemi di videosorveglianza, da cui si spera adesso possano arrivare elementi utili a individuare i due ladri. «Me lo auguro», dice Ciferni, «anche se io ormai il danno l'ho subito».
LIDO AURORA Sempre nel corso della notte, il sistema d’allarme è suonato al lido Aurora, dove però non è entrato nessuno. È probabile che proprio l’allarme, abbia messo in fuga i ladri.
BALNEATORi in allarme Fra i balneatori, lo sconforto è totale. «Puntualmente», sottolinea Riccardo Padovano, presidente della Sib Confcommercio, «come inizia la stagione, veniamo presi di mira. Oltre che installare gli allarmi e le telecamere, che dobbiamo fare? I malviventi vengono a rubare negli stabilimenti perché è più facile. Di solito entrano dalle porte e vetrate posteriori, quelle sulla spiaggia dove nessuno li vede, e fanno ciò che vogliono. Mia moglie, che ha un lido a Montesilvano, è stata tartassata dai furti ininterrottamente da settembre fino a fine febbraio quando, dopo l’ennesimo colpo, i carabinieri hanno fermato quattro ragazzi, alcuni dei quali minorenni. Da noi venivano anche tre volte alla settimana. Prendevano di tutto, vini, birre, liquori. Con un piede di porco hanno scassinato pure una specie di cassaforte dove tenevamo le sigarette».
Per Padovano, le strutture balneari dovrebbero essere più protette. «Ma come?», si chiede. «Se voglio mettere una grata alla finestra o alla porta, devo chiedere tutta una serie di autorizzazioni. Una volta con le ordinanze era più semplice. In ogni modo», aggiunge, «tutto questo accade anche perché c'è parecchia gente che bivacca e, a volte, solo per divertirsi arriva a fare questo, creando danni enormi».
IL PRECEDENTE Danni come quelli provocati, la notte dell’8 marzo scorso, allo stabilimento Le Naiadi, al confine tra Pescara e Montesilvano. In quel caso sono state distrutte tutte le porte delle cabine, quelle in legno a calci, mentre quelle in metallo con dei pezzi di cemento sradicati dalla passerella, e scaraventati. All’interno delle cabine c’erano sdraio, sedie, lettini, ombrelloni, alcuni dei quali trovati rotti dal proprietario Gabriele Straccini vicino ai bidoni della spazzatura.