Di Carlo e l’assunzione pilotata: oggi in aula politici e vertici Asl

25 Settembre 2023

La difesa della ex componente della giunta Alessandrini ha citato in tribunale una serie di testimoni Per l’accusa i requisiti richiesti nel bando erano calibrati perfettamente sui suoi titoli ed esperienze

PESCARA. L’udienza di oggi del processo “Grandi eventi”, sugli incarichi per le manifestazioni canore e non, affidati dal Comune di Pescara direttamente, in particolare ai due imprenditori del settore Andrea Cipolla e Cristian Summa, è dedicata all’escussione dei testi di uno degli otto imputati del processo: l’ex assessore Simona Di Carlo. Il suo legale, l’avvocato Gianluca Pizzuti, ha citato personaggi della politica o che all’epoca dei fatti (dal 2014 al 2019) occupavano posti di primo piano nell’amministrazione. Davanti al collegio sfileranno quindi politici come Gianni Teodoro; l’ex presidente del consiglio comunale dell’epoca, Francesco Pagnanelli e gli ex assessori Giuliano Diodati e Tonino Natarelli, ma anche personaggi che guidavano la macchina amministrativa, come l'ex direttore generale ed ex capo di gabinetto del sindaco Carlo Masci, Guido Dezio, che dovrà riferire “sulle competenze legislative e sulle modalità di funzionamento e assunzione delle deliberazioni della giunta comunale che hanno caratterizzato la vita procedimentale ed endoprocedimentale dell’ente pubblico».
Passaggi importanti per la difesa, relativi al meccanismo di affidamento degli incarichi agli artisti che si sarebbero esibiti negli eventi in programma, e che rappresenta il fulcro del processo. Ma oggi è stato citato come teste anche l'ex direttore amministrativo della Asl di Pescara, oggi general manager della stessa azienda, Vero Michitelli. Qui l’interesse della difesa riguarda la seconda contestazione in capo a Di Carlo, oltre a quella dell’affidamento diretto dei progetti culturali a Cristian Summa con l’avallo di Giacomo Cuzzi, ex assessore al turismo e principale imputato del processo: e cioè l’assunzione a tempo determinato della Di Carlo alla Asl, con un bando che per l’accusa venne disegnato su misura per l’ex assessore, con il contributo di Moreno Di Pietrantonio, ex segretario cittadino Pd e compagno di lista della Di Carlo in quelle che erano le imminenti elezioni comunali.
Questa parte del processo riguarda anche l’allora funzionaria Asl Leila Colucci che era membro della commissione giudicatrice di quella selezione pubblica. «Al fine di garantire il successo della Di Carlo», scriveva il pm Luca Sciarretta nei capi di imputazione relativi alla turbativa d’asta, «i tre (Di Carlo, Di Pietrantonio e Colucci ndr) si accordavano tra loro per fare inserire nel bando requisiti di ammissione particolarmente “selettivi” e calibrati perfettamente sui titoli e sulle esperienze professionali della Di Carlo». Inizialmente la figura doveva essere quella di avvocato, poi ricalibrata in quella di “collaboratore amministrativo afferente specificatamente l’area legale” in quanto Di Carlo «era stata destinataria di un provvedimento disciplinare di sospensione a tempo indeterminato dall’attività professionale emesso dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pescara ed esecutivo a far data dal 3 giugno 2016». Altro requisito stringente: i candidati (e per l’accusa, Di Carlo era forse la sola ad averlo) dovevano avere una «documentata esperienza di almeno un anno in attività giuridico/legali attinenti in favore dell’utenza affetta da Gap (piano regionale gioco d’azzardo patologico, il cui massimo rappresentante era il dirigente Asl Di Pietrantonio ndr) maturata in strutture ed enti del servizio sanitario».