Di Fulvio riparte dalle Naiadi: a Rio con Pescara nel cuore

6 Luglio 2016

Francesco svela le emozioni di questi giorni in ritiro con la Nazionale nella piscina che l’ha visto crescere: «È stato emozionante, una carica in più»

PESCARA. Si è ricaricato nella piscina che l’ha visto bambino, riabbracciando chi l’ha visto crescere e chi l’ha aiutato a diventare quello che è oggi: un atleta della nazionale di pallanuoto che alla soglia dei 23 anni, dopo aver vinto il campionato italiano con il Recco, ha il privilegio di vivere l’avventura delle Olimpiadi a Rio de Janeiro. E dopo quasi una settimana di ritiro con tutto il Settebello alle Naiadi, Francesco Di Fulvio questa mattina lascia Pescara, la sua Pescara, con la consapevolezza che una città intera dal 6 agosto tiferà per lui. La convocazione non è ancora ufficiale, ma dopo Pescara e, da oggi, la parentesi croata per qualche altro giorno di “full immersion” con la squadra, Francesco non avrà che da preparare le valigie, seguito a ruota dalla mamma Monica, dalla zia Brunella e naturalmente dalla fidanzata Francesca. «Mi sono fatta questo regalo», racconta la mamma entusiasta, «hanno cercato di convincermi a non andare per questioni di sicurezza, ma è un’occasione unica e bisogna viverla. E quindi vado. Ho coinvolto mia sorella Brunella che lo segue da tantissimo tempo, e ovviamente ci sarà anche la fidanzata Francesca. Francesco ha una voglia pazzesca di cominciare». Una famiglia cresciuta nell’acqua quella di Francesco, figlio di Franco, protagonista della Sisley dei tempi d’oro ed ex allenatore dell’Original Marines Pescara in serie B, e di Monica Bianco, istruttrice di nuoto alle Naiadi e con i due fratelli maggiori, Carlo e Andrea entrambi pallanuotisti, il primo nella massima serie del campionato australiano e il secondo in A1 con la Florentia. «La gratificazione più grande», dice ancora mamma Monica, «è che i primi tifosi di Francesco sono proprio i fratelli»

Francesco, che si prova a tornare con la Nazionale nella piscina dove hai iniziato da bambino?

È stato strano, emozionante. Spero di tornarci anche nei prossimi anni.

Anche da allenatore?

Dipende, dipende da quello che ne faranno.

Come sono stati questi giorni pescaresi?

Molto belli, molto intensi, anche molto costruttivi.

Hai ricevuto anche molte manifestazioni di affetto. Che cosa ti ha fatto più piacere?

Tutto. Sono molto contento, mi hanno accolto tutti molto bene, dai bambini che fanno pallanuoto, ai genitori. È stata una bella cosa e sicuramente sarà una carica in più a Rio. Me la porto nel cuore.

Che hanno detto della città i tuoi compagni di Nazionale?

È piaciuta molto. Siamo andati mezza giornata al mare, l’aperitivo all’Alcyone, ci siamo rilassati.

Torniamo alle Naiadi. Lì il primo tuffo, a quanti anni?

A due-tre anni. Ho fatto nuoto fino a 14 anni, quando ho iniziato con la pallanuoto.

Il primo allenatore?

Marco D’Altrui.

Le scuole?

Medie alla Mazzini e superiori allo scientifico Da Vinci. Ma ci sono stato fino al secondo, perchè poi dal terzo sono andato a Roma, in A2. Avevo 16 anni.

Un bambino. Com’è stato?Sono andato via perché a Pescara non c’era una squadra. Diciamo che sono stato fortunato, perché a Roma sono stato ospite della famiglia di un mio compagno di squadra e sono stato benissimo.

Che sezione al Da Vinci?

La C.

Quali professori ricordi?

La Lanci di inglese, un po’ più severa, e la Bovio di latino, vice preside, più buona.

E al mare?

Al mare sempre Croce del Sud, con i miei e tutti gli amici abbiamo due palme, è lì che ho festeggiato i miei compleanni. Sono nato a Ferragosto.

Gli allenamenti com’erano?

Due volte al giorno, anche la mattina alle 6 e mezza fino alle 8, prima di entrare a scuola. Ma lo facevo. Anche se la pallanuoto mi ha tolto un sacco di cose, a cominciare dalle gite scolastiche, quelle di una settimana, mai potute fare.

Eppure tua madre racconta che se voleva farti una minaccia era quella di non mandarti in piscina. Che consiglio dai ai bambini che iniziano questo sport?

Di insistere, perché l’allenamento ripaga sempre.

Sei nato nel 1993, che sai di Estiarte?

Non l’ho mai visto giocare, se non in qualche video. Per me è una leggenda.

Eppure c’è chi dice che gli assomigli.

Non gli posso portare neanche la borraccia.

Tuo padre che ruolo ha avuto?

Ho sempre seguito i suoi consigli, e se ho fatto bene, anche nella scelta delle squadre è grazie a lui.

Nuoti da quando sei nato, ma a Pescara il bagno al mare lo fai o eviti?

Il bagno al mare lo faccio, alla Croce, di quello che si dice me ne sbatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA