Di Maio all’Aquila per donare ambulanze

I consiglieri regionali M5S restituiscono 710mila euro per acquistare quattro mezzi consegnati ai manager delle Asl
L’AQUILA . «Questo è il nostro modo di immaginare la Regione Abruzzo di domani e di gestire la cosa pubblica: quattro consiglieri regionali che si sono tagliati lo stipendio per acquistare ambulanze da donare alle Asl». Mostra la gigantografia di un assegno da 710mila 719, 27 euro il vice premier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che ha scelto piazza Duomo, all’Aquila, per il Restitution day del Movimento 5 Stelle. L’apertura ufficiale della campagna elettorale dei pentastellati in Abruzzo. Accanto a lui Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione e i consiglieri uscenti, Domenico Pettinari, Pietro Smargiassi, Gianluca Ranieri e Riccardo Mercante. Mezz’ora di discorso: dalla legge di bilancio «che interviene sugli sprechi tagliando la spesa pubblica», alla nomina di Vito Crimi, sottosegretario alla ricostruzione per il cratere 2019 e Centro Italia, fino alle vicende dell’azienda di famiglia, con la denuncia di un ex operaio per lavoro nero. Di Maio non si è sottratto al fuoco di fila di domande dei giornalisti, che lo hanno incalzato sui temi della ricostruzione e sul ritardo accumulato dal Governo nella nomina dei nuovi responsabili degli Uffici speciali.
CHIAVI E LIBRETTO. Puntualissimo, alle 10, il ministro Di Maio è arrivato in piazza Duomo, subito intercettato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che gli ha consegnato un dossier sulle vertenze Intecs ed E-Care. Ad attenderlo una gruppo di simpatizzanti, non troppo numeroso, e quattro ambulanze posizionate a fare da cornice all’evento. Il ministro Di Maio ha consegnato, uno a uno, i libretti di circolazione dei mezzi ai direttori delle Asl abruzzesi. «Questi ve li do io, alla patente ci pensate voi», ha scherzato, mentre la distribuzione delle chiavi, è stata affidata a Sara Marcozzi. TAGLIO DEGLI STIPENDI. «Le ambulanze, acquistate con il fondo accumulato con il taglio degli stipendi, rappresentano il quarto restitution, dopo il fondo del micro-credito, con cui sono state finanziate 80 aziende abruzzesi, la donazione di una turbina spalaneve alla Protezione civile e un contest per giovani progettisti», ha ricordato Marcozzi. «È questa la Regione che vogliamo e immaginiamo», le parole del vice premier, «e spero che Sara Marcozzi possa diventare la nostra presidente per fare al governo della Regione ciò che già i consiglieri hanno fatto dall’opposizione in questi anni: amministrare bene i soldi delle tasse degli abruzzesi».
LA MANOVRA. «Si è detto troppo poco su come abbiamo costruito la manovra di bilancio. È stato scritto che abbiamo fatto una legge in deficit: in realtà, la gran parte dei fondi li abbiamo trovati nel bilancio stesso dello Stato», ha sottolineato Di Maio, «4 miliardi li abbiamo chiesti a banche e assicurazioni, che avevano preso già abbastanza soldi dagli italiani negli ultimi dieci anni grazie al Pd, mezzo miliardo di euro l’abbiamo tagliato alla spesa militare, oltre un miliardo è stato sbloccato col taglio agli sprechi della pubblica amministrazione, e c’è ancora tanto da fare. Stiamo per mettere mano alle pensioni d’oro, e andremo a incidere su una serie di spese inutili che riguardano, per esempio, gli appalti della pubblica amministrazione. Una legge di bilancio che interviene sugli sprechi, riorganizzando la spesa pubblica».
QUOTA 100. «Con i tagli alle spese finanzieremo la possibilità di superare la legge Fornero e mandare gli italiani in pensione con quota 100», ha ribadito Di Maio, «l’anno prossimo sarebbero dovuti andare in pensione 200mila persone, saranno 620mila. Significa che all’Aquila, come in altri comuni italiani, si comincerà a sentire di aziende che assumono, di pubblica amministrazione che ricomincia a fare i concorsi. Non solo. Quest’anno abbiamo messo un miliardo in più sulla sanità, dopo anni di tagli, e con il ministro Giulia Grillo stiamo lavorando a un piano per non chiudere i piccoli ospedali».
MENO BUROCRAZIA. «Nei primi giorni di dicembre firmerò il Decreto semplificazione che consentirà alle imprese di non dovere più perdere tempo dietro modulistiche inutili e anacronistiche», l’annuncio del vice premier, «abbiamo fatto una norma, che entro fine dicembre diventerà Legge per impegnare le Regioni al taglio dei vitalizi degli ex consiglieri regionali. Se non lo faranno, saremo noi a tagliare gli stipendi».
NOMINA CRIMI. Di Maio ha parlato di «una legge di bilancio ambiziosa, che vale 37miliardi di euro, di cui 4 destinati alla cura del dissesto idrogeologico. Faremo anche adeguamenti anti-sismici, e sono contento di annunciarvi che oggi il Consiglio dei Ministri darà la delega al sottosegretario di Stato, Vito Crimi, per la ricostruzione di tutte le aree colpite da eventi sismici, così che possa esserci un unico punto di riferimento del Governo per tutti i territori».
COLPA DI PAPÀ. «Sono qui a dare tutte le spiegazioni possibili a fatti che risalgono a 10 anni fa», ha chiarito Di Maio, in riferimento alle polemiche sulla denuncia di lavoro nero nell’azienda di famiglia.
«Sono fatti risalenti al 2009: questa situazione», ha concluso, «non mi imbarazza, al massimo imbarazza mio padre. Io prendo le distanze da quel comportamento».
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