Di Marco: la mia candidatura è legittima

29 Aprile 2019

Replica al ricorso in prefettura della lista avversaria. E su Rigopiano: «Il procedimento è in corso»

BOLOGNANO . «Prima di rendere disponibile la mia candidatura a sindaco del paese con la lista Progetto Comune», esordisce Antonio Di Marco, «ho chiesto lumi al dirigente della prefettura di Pescara, Bonanni, proprio per verificare se la mia candidatura fosse regolare dopo i tre mandati consecutivi come primo cittadino ad Abbateggio, paese con meno di tremila abitanti. La risposta è stata positiva poiché va intesa che, per ogni comune sotto i tremila abitanti, è possibile candidarsi tre volte».
E' la risposta di Di Marco alla segnalazione per ineleggibilità che il candidato sindaco della lista concorrente "Insieme per un impegno comune" Guido Di Bartolomeo (ex investigatore e ispettore di polizia), insieme al rappresentante di lista Rocco Mastrodicasa, ha inoltrato sia al funzionario responsabile dell'ufficio elettorale del Comune di Bolognano sia al prefetto di Pescara, nella prospettiva di invalidare la candidatura del concorrente, far decadere la lista che lo sostiene ed andare da soli al voto. «Siamo certi», scrivono, «che la norma vada intesa in senso restrittivo: max tre mandati da sindaco e non tre mandati da sindaco di Abbateggio».
«Mi aspettavo dai miei avversari un confronto aperto, democratico, e nei canoni di una competizione senza colpi bassi», replica Di Marco, «Invece, devo constatare e prendere atto di un loro atteggiamento risentito, che segna l'apertura di una campagna elettorale dai toni decisi».
Infatti, Di Bartolomeo, in una nota, accenna anche alla condizione in cui oggi si trova Di Marco - «sub judice per i noti fatti del gennaio 2017 di Rigopiano», scrive - quando Di Marco ricopriva la carica di presidente della Provincia di Pescara. Di Marco dovrà comparire davanti al gup nell’udienza preliminare.
Coinvolti in questa inchiesta ancora aperta anche i candidati sindaci di Farindola Ilario Lacchetta e Antonio De Vico, entrambi già sindaci del paese, condizione che non ha influito sulla loro candidabilità.
«Come dovrebbe sapere chi sostiene di essere stato servitore dello Stato», ribatte Di Marco, «ogni responsabilità penale è personale e ogni cittadino è ritenuto colpevole solo dopo la definizione dell'intero procedimento penale con i tre livelli di giudizio. Io sono candidato per portare la mia esperienza di decisore pubblico al servizio della comunità di Bolognano, che poco hanno a che fare con le competenze di investigatore. E' palese la possibilità di candidarmi dopo tre mandati già svolti ad Abbateggio, come condiviso dalla Prefettura».
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