Di Marco: la sede è un problema del Comune

10 Aprile 2018

Il presidente della Provincia: «Quegli spazi ci servono per il Centro operativo della protezione civile»

PESCARA. «Le condizioni in cui versa la Provincia di Pescara non consentono di assicurare la sede ad associazioni che, per quanto meritevoli e prestigiose, sono al servizio della città e della Asl. Oggi, a differenza di 15 anni fa, la Croce rossa si è trasformata da comitato provinciale in comitato locale, ed è per questo che riteniamo che sia il Comune a doversene fare carico, come già stabilito nel 2015 in seguito a un protocollo d’intesa firmato dall’allora vicesindaco e dall’assessore al patrimonio». Così esordisce il presidente della Provincia, Antonio Di Marco, tornando a parlare della procedura di sfratto alla Croce rossa dai locali in via Avezzano.
Al posto dei 400 volontari, si vorrebbero ampliare gli spazi destinati all’adiacente centro operativo della Protezione civile. «Quando la Provincia di Pescara», spiega Di Marco, «si fece carico del problema della sede della Croce rossa provinciale, nel 2003, fu fatto in seguito alla presentazione di un progetto di assistenza e soccorso su larga scala, riferito al territorio della provincia di Pescara. È vero che sono stato io a dare avvio agli atti giudiziari per il trasferimento, ma questo è avvenuto solo a distanza di anni dalle prime lettere di sollecito, nel 2012 e nel 2013 (e dunque nel periodo della presidenza di Guerino Testa), da parte dei dirigenti che si sono succeduti al settore Patrimonio della Provincia, che diffidarono la Cri al pagamento dei canoni insoluti. Soltanto a seguito dei numerosi solleciti la Croce Rossa propose un piano di rientro del debito, parzialmente saldato, e per il quale rimane una ulteriore somma insoluta di circa 20milaeuro».
«Oltre al problema della morosità», sottolinea Di Marco, «c’è anche quello della disponibilità di spazi richiesti dalla Prefettura, in seguito all’accordo, vigente già da diversi anni e caldeggiato da tutti i prefetti, per l’ampliamento del Centro operativo della Protezione civile (Cop) ora confinato in una stanza attigua ai locali della Croce rossa. Un centro che per poter essere rilanciato, in un territorio così fragile e spesso in emergenza come quello della nostra provincia, ha bisogno di spazi e di uomini che lavorino nel Cop, con il coordinamento della Prefettura».
«L’assessore Sclocco», aggiunge Di Marco, «mi inviò una nota in cui esprimeva perplessità sull’idea di dover tornare in possesso di quei locali, ma ne seguì un chiarimento sereno, nel quale lei stessa convenne sulla mia proposta di coinvolgere l’amministrazione comunale, che ci fece una prima proposta. E infatti nel 2015 chiesi alla Croce rossa di trasferirsi nei locali messi a disposizione dal Comune in un edificio di Villa Fabio. Solleciterò il Comune a verificare la disponibilità di altri locali di facile accesso, collocati su strade idonee. Saremo disponibili a considerare il tempo necessario per l’individuazione e il trasferimento, con l’auspicio di trovare una soluzione soddisfacente per tutti e di poter realizzazione pienamente il progetto del Cop».
(y.g.)
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