Di Marco: Provincia nella sporcizia

25 Novembre 2014

Il presidente replica alle accuse dell’opposizione: ho trovato la sede nel degrado

PESCARA. Il presidente della Provincia Antonio Di Marco smorza la polemica lanciata dai consiglieri del gruppo #ProvinciaPrima che gli contestano di aver utilizzato il primo mese di lavoro più per cose futili, come l'arredamento delle sue stanze, che per questioni attinenti l'amministrazione, in un momento critico per l'ente, visti i consistenti tagli di fondi e la riduzione delle funzioni dal primo gennaio. Di Marco parla di «accuse del tutto inconsistenti», ma nello stesso tempo conferma di essersi impegnato «per riportare le stanze del palazzo alla dignità che compete alla sede istituzionale di un edificio di alto valore architettonico». Chiarisce anche di averlo fatto perché ha trovato la struttura «in condizioni di degrado e di abbandono» e di essersi sentito «in dovere di procedere, con le forze interne, a un riassetto dei locali e alla loro pulizia, mettendo i dipendenti in condizione di lavorare in ambienti confortevoli e puliti». Il presidente sottolinea poi che il consiglio provinciale ha approvato una variazione al bilancio di previsione 2014-2016, per l'annualità 2015, e la proposta del nuovo Statuto della Provincia, per adeguarlo alle previsioni della legge nazionale che ha ridisegnato l'assetto di questi enti e di averlo fatto «per primi, in Abruzzo». Nessun dettaglio, però, sui contenuti e proprio su questi due punti il gruppo di #ProvinciaPrima, con i consiglieri Sandro Marinelli, Guerino Testa, Mario Lattanzio e Vincenzo D'Incecco, rinfocola la polemica spiegando alcuni dettagli sui provvedimenti voluti dal centrosinistra. «L’amministrazione Di Marco», dicono dal centrodestra, «è riuscita a superarsi, prevedendo di utilizzare, per il 2015, 800mila euro per un incremento delle spese del personale e ben 400mila euro per le spese di funzionamento degli organi istituzionali, ben sapendo che dal primo gennaio scatterà per tutte le Province il divieto di promuovere assunzioni a tempo determinato e nonostante la legge Delrio preveda che gli organi istituzionali non percepiscano compensi. Peraltro, i fondi destinati a questi nuovi esborsi sono legati a entrate incerte, e cioè il rimborso da parte della Regione delle spese di trasporto e assistenza ai disabili, oggetto di un contenzioso. Noi abbiamo chiesto in aula di usare queste eventuali somme per frane e dissesto idrogeologico, ma la nostra proposta è stata bocciata».