Di Marco: «Sosterrò Blasioli e Di Luca»

23 Gennaio 2019

Antonio Di Marco lo aveva lasciato trapelare su Facebook per poi confermarlo due giorni fa durante una conferenza stampa convocata per l'occasione al bar Berardo: «Il Partito Democratico può contare...

Antonio Di Marco lo aveva lasciato trapelare su Facebook per poi confermarlo due giorni fa durante una conferenza stampa convocata per l'occasione al bar Berardo: «Il Partito Democratico può contare su una fedele e totale adesione a questa campagna elettorale, affinché nessun consenso sia distratto rispetto alla scelta fatta di non candidarmi».
Sceglie queste parole l’ex presidente della Provincia ed ex sindaco di Abbateggio, escluso dalla rosa degli aspiranti consiglieri regionali perché indagato per la tragedia di Rigopiano, per annunciare il suo appoggio e il suo impegno nei confronti di altri due candidati del Pd: Antonio Blasioli e Valeria Di Luca. La scelta è ricaduta sul vice sindaco di Pescara e sull’ex assessore alle finanze di Penne, dopo che l’appello a «impegnarsi come se fossi candidato» era arrivato dall’ex presidente della Regione, oggi senatore, Luciano D’Alfonso. «Sono sempre stato concreto, vero e solidale e lo continuerò a dimostrare», ha detto Di Marco rivolgendosi alla sua “base” formata da «tutti gli amici, colleghi sindaci, amministratori e dirigenti scolastici con i quali, in questi anni, ho lavorato per produrre soluzioni utili al territorio». «Hanno bisogno di soluzioni efficaci», ha aggiunto, «più che un consigliere regionale amico, e io mi sento di affidare consenso ampio a Di Luca e Blasioli, perché interpreti di una politica che segue da vicino le esigenze e le soluzioni dei problemi».
«Poteva diventare una pagina di disimpegno politico e rivendicazioni personali», ha commentato Blasioli, «invece ha deciso di spendere tutte le sue energie per la vittoria del centrosinistra. Su Rigopiano non ci sono ancora sentenze né rinvii a giudizio, ne riparleremo. Oggi sono felicissimo di avere dalla mia parte chi conosce a menadito la provincia e rappresenta la sintesi perfetta di qualcosa che mi potrebbe mancare». (y.g.)