Di Mattia, “congiura” regolare
Il Consiglio di Stato boccia il ricorso dell’ex sindaco fatto cadere da 13 consiglieri
MONTESILVANO. Le dimissioni che hanno portato alla caduta del sindaco Attilio Di Mattia sono perfettamente valide. Nuova bocciatura, dunque, per l’ex primo cittadino che dopo il parere contrario del Tar di Pescara incassa anche quello del Consiglio di Stato.
La vicenda riguarda l’ormai nota “congiura di piazza Salotto”, quando una domenica mattina di febbraio dello scorso anno 13 consiglieri comunali rassegnarono le proprie dimissioni davanti a un notaio, provocando di fatto la caduta dell’amministrazione di centrosinistra, insediatasi meno di due anni prima. Una doccia gelata contro la quale il primo cittadino dimissionato si era opposto presentando due ricorsi al Tar, il primo contro la sospensione e il secondo contro lo scioglimento del Consiglio comunale.
In particolare Di Mattia lamentava una serie di difetti di forma nell’atto delle dimissioni dei 13 consiglieri. Tra i motivi del ricorso anche la presentazione al protocollo dell’atto da parte di una terza persona, il coordinatore provinciale di Forza Italia Lorenzo Sospiri, e il non aver indirizzato le dimissioni al Consiglio comunale. Motivazioni che non erano state condivise dai giudici del tribunale amministrativo che all’inizio di aprile del 2014 avevano dichiarato il primo ricorso «improcedibile quanto alla domanda di annullamento del decreto di sospensione, essendo poi sopraggiunto il decreto di scioglimento, e manifestamente infondato quanto alla domanda di risarcimento danni», e il secondo «manifestamente infondato» sia perché l'articolo 38 prevede la possibilità di avvalersi di un messo che, anzi, garantisce la contestualità delle dimissioni necessaria allo scioglimento, sia perché «è necessario che le dimissioni pervengano all’esame del Consiglio comunale solo laddove vi sia una competenza dell’assemblea, come nel caso in cui si debba valutare l’eventuale ipotesi di surroga».
Ma l’ex primo cittadino aveva deciso, con il sostegno dei propri legali Claudio e Matteo Di Tonno, di appellarsi al Consiglio di Stato. «Il ricorso è stato presentato nel pieno rispetto delle istituzioni e del mandato che i cittadini hanno affidato a questa consiliatura», commentava Di Mattia. «La mia preoccupazione è che la dignità delle istituzioni non venga oltraggiata». Eppure a distanza di un anno, con sentenza depositata l’1 aprile 2015, anche il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dell’ex primo cittadino, mettendo la parola fine a una vicenda che ha portato Montesilvano alle urne con tre anni di anticipo.
Antonella Luccitti
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