Dibattito sull’enogastronomia all’istituto alberghiero

PESCARA. «Quando uno chef si mette ai fornelli e assembla gli ingredienti, non cucina semplicemente ma racconta una cultura, un popolo, una storia, una tradizione, un modo di intendere la vita, la...
PESCARA. «Quando uno chef si mette ai fornelli e assembla gli ingredienti, non cucina semplicemente ma racconta una cultura, un popolo, una storia, una tradizione, un modo di intendere la vita, la sua convivialità, le sue relazioni. E il cibo è tutto questo, è tradizione che viene reinterpretata attraverso la creatività individuale e attraverso il gusto del momento. Mangiare è una necessità, mangiare bene è un'arte che si ispira ad almeno tre valori: passione, creatività, equilibrio».
È questa la premessa con la quale la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar De Cecco Alessandra Di Pietro ha aperto il convegno “L’arte gastronomica abruzzese – Il cibo come espressione culturale e identitaria”, promosso dalla scuola nell’ambito della rassegna culturale “Abruzzesi di ieri e di oggi tra arte, musica e letteratura – terza edizione”, organizzata dall’associazione ‘Teatranti d’Abruzzo’ di Vittorina Castellano e che si chiuderà il 5 ottobre. L’evento, ospitato in una gremita sala conferenze del Circolo Aternino, ha visto protagonisti Mimmo Russi, delegato territoriale dell’Accademia Italiana della Cucina, e Roberto D’Intino, presidente regionale dell’Associazione Panificatori AssiPan-Confcommercio, sul tema dell’enogastronomia quale veicolo privilegiato per la promozione turistica del territorio abruzzese e come espressione di arte e cultura. «L’Accademia Italiana della Cucina», ha ricordato Russi, «è nata a tavola, come accade spesso per le cose importanti, quando un gruppo di amici, riuniti a cena il 29 luglio del 1953, ascoltarono e condivisero l'idea che Orio Vergani perseguiva da tempo: fondare un'Accademia col compito di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola». A difendere la necessità di innovazione è stato D’Intino: «Anche nella panificazione abbiamo dovuto guardare al nuovo: oggi, prestando attenzione alle nuove patologie alimentari, come la celiachia o le intolleranze, è stato doveroso, da parte dei panettieri, studiare, elaborare, nuove proposte». Russi ha proposto l’istituzione di un premio ai migliori studenti che nasca proprio dagli istituti alberghieri. A chiudere la serata è stato il Coro delle Voci Bianche del Conservatorio D’Annunzio di Pescara, dirette dal maestro Paola Ciolino.

