Diffida per i veleni ex Montecatini

24 Gennaio 2018

Piano d’Orta, il ministero ordina alla proprietà di abbattere la fabbrica in rovina

BOLOGNANO. Il Ministero dell'Ambiente ha inviato una diffida alla società Moligean Srl sulla questione della messa in sicurezza e bonifica del sito inquinato di Piano d'Orta di Bolognano dove operava, fino agli anni Sessanta, la fabbrica Montecatini.
La dirigente del Ministero, Laura D'Aprile, è intervenuta dopo uno scambio di note tra la Edison, individuata come responsabile della contaminazione e, appunto, la Moligean , che ne è proprietaria. A renderlo noto è il Forum H2O. «Le criticità», affarma Augusto De Sanctis, «sono due: la prima è la messa in sicurezza degli edifici industriali o il loro abbattimento per permettere alle maestranze di operare in sicurezza per le lavorazioni previste per attuare le misure di prevenzione. Tali interventi sono di competenza della proprietaria Moligean, come stabilito da tempo».
«Nei precedenti incontri il Ministero aveva chiesto di avviare immediatamente le procedure di abbattimento previo passaggio con Sovrintendenza e Comune al fine di valutare la sussistenza di eventuali manufatti di archeologia industriale da salvaguardare. A oltre un mese dall'ultima conferenza dei servizi evidentemente non sono state risolte problematiche note da tempo e per le quali le riunioni avevano dato indicazioni chiarissime su come procedere». La seconda è «la rimozione dei rifiuti in superficie», prosegue il Forum H2O, «che derivano dall'abbattimento di alcuni edifici avvenuto decenni or sono dopo che la proprietà era passata alla Moligean. Questa quota parte di rifiuti non riguarda quindi Edison che invece deve intervenire sui suoli e sulle scorie derivanti dall'attività industriale».
Come Forum H2O «siamo allibiti circa l'atteggiamento ostruzionistico che appare persistere su questioni fondamentali per la messa in sicurezza delle aree sono contaminate e dove ci sono situazioni incredibili come una vasca con liquido rosso fuoco, che deve essere smaltito quanto prima, localizzata dentro uno degli edifici. Siamo pronti a rivolgerci alla magistratura», annuncia infine De Sanctis. (c.s.)