Diga di Penne, stop all’erogazione idrica 400 aziende in crisi

Da mercoledì niente più acqua per le ditte zootecniche e dell’ortofrutta. Tocco: «Sacrificio necessario per i lavori»
PENNE. Stop all’erogazione idrica dalla diga di Penne a partire da mercoledì 10 luglio. Un altolà dovuto alla concomitanza di due fattori: da un lato l’ormai prossimo raggiungimento del livello minimo di invaso, dall’altro la necessità di proseguire i lavori di manutenzione straordinaria dell’infrastruttura idraulica, realizzata tra il 1963 e il 1969 sul fiume Tavo. Sono oltre 400 le aziende di zootecnica e comparto ortofrutticolo dell’area vestina che si riforniscono nell’invaso della Diga di Penne.
La scorsa stagione estiva, le carenze di portata idrica provocarono un meno 50% nella produzione di diverse colture, quest’anno il rischio sarà ancora più grave. Ieri l’invaso ha toccato quota 239,59 metri sul livello del mare. Lo scorso anno, nello stesso periodo, l’invaso pennese si trovava a circa 255 metri sul livello del mare. A comunicare la decisione di interrompere l’erogazione idrica è stato il presidente del Consorzio di Bonifica Centro, Enisio Tocco, dopo l’ultimo recente incontro con i tecnici e l’impresa affidataria dell’intervento.
La Diga di Penne è interessata da lavori per un milione e 650mila euro, fondi del ministero delle Infrastrutture, a cui si sommano risorse regionali per un ulteriore milione, che permetteranno la manutenzione delle macchine idrauliche che regolano i flussi d’acqua del bacino artificiale. «Si è parlato di dragaggio in queste settimane», commenta Tocco, «in realtà l’intervento che abbiamo avviato è ben più complesso. Ha riguardato numerose tipologie di opere (edili, idrauliche e di automazione e monitoraggio) e richiede un’articolata programmazione degli interventi che comporterà, appunto, nei prossimi giorni, una sospensione dell’erogazione idrica. In particolare, in questa fase, si sta procedendo alle attività propedeutiche allo svaso completo della diga, preannunciato per settembre, e propedeutico alla sistemazione e manutenzione degli organi di fondo dell’impianto, con operazioni straordinarie ed importanti che favoriranno in futuro un migliore utilizzo della diga in sicurezza».
Nelle prossime settimane, una volta che la mini draga impegnata nei lavori, completato il suo intervento, lascerà l’invaso, il residuo di disponibilità idrica potrà riprendere per qualche giorno, fino allo stop definitivo connesso al raggiungimento del livello minimo di invaso previsto per legge. Poi, secondo cronoprogramma, ricevuta l’autorizzazione dalla Regione allo svaso totale che avverrà probabilmente in agosto, i pesci che vivono nell’invaso pennese saranno spostati in appositi bacini opportunamente predisposti, con la collaborazione degli esperti della Cooperativa Cogestre. Normalmente, ogni anno la diga eroga la risorsa idrica fino a fine agosto, ma quest’anno, poiché il livello massimo di invaso raggiunto è stato pari ad un terzo di quello storico, necessariamente il periodo di irrigazione si è ridotto. «Questo sacrificio richiesto agli agricoltori e alle comunità locali», dice ancora, «permetterà non solo di sistemare gli organi di fondo, ma anche di operare per il futuro in maggiore sicurezza e nel rispetto delle leggi che regolano la disciplina delle dighe di interesse nazionale».

