«Dimissioni entro il 16 o Giunta delle elezioni»

Di Pangrazio sul caso D’Alfonso, mentre Sclocco (Leu) attacca la gestione «non collegiale» della giunta
PESCARA . Volano gli stracci, all’interno della (nuova) maggioranza in Regione, tra l’assessore Marinella Sclocco (Leu)che parla di «scarsa collegialità» e l’assessore Silvio Paolucci (Pd) che le risponde rimarcando «le sue assenze in giunta». Mentre il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, interviene in merito alla richiesta di dimissioni che le opposizioni hanno avanzato nei confronti del governatore-senatore Luciano D’Alfonso. Di Pangrazio ha assicurato che alla scadenza del termine fissato dalla legge «trenta giorni dalla proclamazione, si avvierà l’iter previsto dalla Legge Regionale che è quello della convocazione della Giunta per le Elezioni». Di Pangrazio ha parlato a margine della tavola rotonda “Doppia preferenza. Unica democrazia”. «Le opposizioni», ha detto, «sanno che la legge regionale e la legge nazionale permettono, e anzi garantiscono, a chi fa il consigliere regionale o il presidente di Giunta, eletto in Parlamento, di prendersi trenta giorni di riflessione che sono un dovere per dimettersi, ma anche un diritto per riflettere. Trascorsi trenta giorni dal giorno della proclamazione, 16 marzo, se non arriverà negli uffici della presidenza alcuna comunicazione da parte degli eletti, e nel caso specifico del presidente D’Alfonso, si avvierà l’iter previsto dalla Legge regionale che è quello della convocazione della Giunta per le Elezioni, per l’esame del carteggio, ma tutto questo nella massima trasparenza e tranquillità». Non c’è invece tranquillità nella maggioranza. In un intervento l’assessore Sclocco ha parlato degli «anni di duro impegno», in giunta, in cui ogni atto «è stato accompagnato da difficoltà determinate da un modello di gestione dell’amministrazione regionale che ha mancato di collegialità e del rispetto anche delle più elementari regole di convivenza politica». Per Sclocco si tratta di una situazione più evidente adesso, «momento in cui la Regione sta soffrendo per i tentennamenti e le decisioni di un vertice uni-personale e non collegiale, come dovrebbe essere». «Nell’incertezza sulla scadenza della legislatura e nei mesi che seguiranno Articolo Uno deve assumere un ruolo primario nella costruzione dell’avvenire del nostro Abruzzo», conclude l’assessore. Alla quale risponde Paolucci: «Prendo atto delle sue dichiarazioni, ma sorprende sentire l’assessore Sclocco che, a proposito di questa amministrazione regionale, afferma di voler rinnovare il suo impegno politico e personale. Non ritengo che le ripetute assenze in giunta (1 presenza su 13 sedute nel 2018) siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio. Inoltre, parla di “mancanza di collegialità e del rispetto delle più elementari regole di convivenza politica”. Anche in questo caso va sottolineato che, nel corso dei 46 mesi, la Sclocco ha presentato decine di proposte di delibera, approvate anche in sua assenza nella totale fiducia della Giunta».

