Disabili senza assistenza Manifestazione a Penne

Denuncia dell’associazione “Abbattiamo le barriere” che oggi scende in strada L’assessore regionale Sclocco: «Nessun taglio al sociale, mai investito così tanto»
PENNE. Trenta disabili gravi ospitati oggi nelle strutture della Fondazione Paolo VI a Penne, dal prossimo primo gennaio rischiano di rimanere senza l’assistenza. La denuncia arriva dall’associazione “Abbattiamo le barriere onlus” che per questo, oggi alle 15, protesterà in piazza Duomo a Penne.
«È una situazione incresciosa e grave», commenta Gabriele Frisa per conto dell’associazione, «e ancora più vergognoso è lo scaricabarile che prosegue da mesi tra la Fondazione Paolo VI, la Regione Abruzzo, i comuni della Val Vestina e in particolare il comune di Penne. Per una immediata soluzione della vicenda» la stessa associazione ha promosso la manifestazione di oggi a Penne davanti all’ingresso della Fondazione Paolo VI.
«In una situazione dove per le prestazioni a malati gravi e disabili le strutture pubbliche non sono in grado di dare una risposta, non si possono ridurre le prestazioni e azzerare la riabilitazione. Dentro una crisi terribile, è criminoso gravare ulteriormente sulle famiglie. La Regione Abruzzo trovi le risorse per tamponare la situazione e programmi interventi affinché l’Abruzzo si doti di strutture riabilitative pubbliche. Vergognoso che i governi di centrodestra e centrosinistra continuano a tagliare su sociale e disabilità, lasciando comuni, famiglie e lavoratori nella totale precarietà».
«In Regione Abruzzo non ci sono stati tagli al sociale», esordisce l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Marinella Sclocco, commentando la manifestazione in programma per oggi a Penne. «È pericoloso e disonesto dire che ci sono tagli nel sociale quando in realtà si sta protestando per modifiche di un servizio sanitario. Bisogna porre estrema attenzione a non confondere ingiustamente due sfere, quella sanitaria e quella sociale, che sicuramente si integrano e si avvicinano in certe situazioni, ma che non sono assolutamente la stessa cosa. La protesta nell’area vestina», prosegue Sclocco, «fa riferimento a bambini e ragazzi, ma i presunti tagli cui il comitato promotore si riferisce realmente sono cambiamenti intervenuti sulla riabilitazione sanitaria (e non sociale) degli adulti. In merito a questo, posso chiarire che il tavolo di monitoraggio sanitario ha stabilito che la riabilitazione sanitaria per gli adulti è impropria poiché limita la possibilità per i bambini e i più giovani di usufruire di questo servizio. La ratio nel definire la riabilitazione sanitaria per gli adulti non più dovuta sta nella necessità di dare più spazio a bambini e ragazzi che attraverso la riabilitazione sanitaria hanno la possibilità di migliorare, mentre per gli adulti risulta più efficace sviluppare attività per impiegare il tempo e vivere la propria vita. E qui entra in gioco il sociale, che può fornire e garantire questa possibilità».
E infine: «Ho parlato con i promotori di questa protesta e rimango basita nel sapere che tornano a parlare di tagli al sociale quando non ci sono. Mai la Regione Abruzzo ha investito nel sociale come negli ultimi tre anni. Sebbene ora gli adulti non possano più usufruire della riabilitazione sanitaria, di certo non li lasciamo soli e anzi, il Piano sociale regionale offre tutti gli strumenti in termini di risorse e indicazioni, mettendo a disposizione degli ambiti socio-distrettuali numerose risorse. Il Piano Sociale 2016/2018 ha un fondo di 30 milioni e la voce disabilità è dieci volte più alta delle altre voci», conclude l'assessore Sclocco. (cr.pe.)

