Disabilità, otto domande ai candidati alla presidenza «Diamo aiuto agli autistici»

Iniziativa del presidente dell’associazione Autismo Abruzzo onlus, Dario Verzulli I quesiti rivolti a Marsilio e D’Amico: «Quante e quali azioni mettere in campo»
Otto quesiti per chiedere ai candidati presidenti e alla prossime elezioni regionali, Marco Marsilio per il centrodestra, e Luciano D'Amico per Abruzzo insieme, come affronteranno il tema della disabilità. Quante e quali azioni intendano mettere in campo per migliorare la qualità della vita e il futuro dei ragazzi che necessitano di assistenza continua, dall'inserimento scolastico e nel mondo del lavoro al tema del "Dopo di noi". A sollecitare risposte concrete è il presidente dell'associazione Autismo Abruzzo onlus, Dario Verzulli. Un tema che il futuro presidente della Regione non può ritenere secondario, anche alla luce dei dati: negli ultimi anni l'Abruzzo, insieme alla Sicilia, è risultata la regione con il maggior numero di alunni disabili nella scuola primaria e secondaria. Queste le domande poste ai candidati.
1) Cosa farà per l'accesso alle terapie delle tante famiglie in lista di attesa? «La normativa attuale impone alle Regioni e alle Asl l’erogazione di specifici servizi riabilitativi per le persone con autismo», ricorda Verzulli, «ad oggi riscontriamo tanti ragazzi in lista di attesa. La nostra associazione, negli ultimi 5 anni, ha proposto e conseguito oltre 100 ricorsi: è urgente, pertanto, rivedere il modello organizzativo dei servizi».
2) Quale risposta intende dare per attuare il Protocollo per la salute orale degli utenti non collaboranti? Le famiglie con autismo chiedono «l'immediata attuazione di un Protocollo per la salute orale di utenti non collaboranti: non più mesi di attesa per interventi per la tutela della salute orale. I nostri figli», spiega Verzulli, «hanno il diritto di essere curati e di poter contare su un servizio accessibile e funzionale».
3) Come intende facilitare l'accesso semplificato e diretto ai servizi sanitari? Autismo Abruzzo onlus ricorda ai candidati che «per un prelievo o una prestazione ambulatoriale, nonostante esenzioni e diritti, si è costretti a procedure inutili e dispendiose. Un vero e proprio calvario la verifica della disabilità presso le Commissioni medico legali. Norme e circolari indicano procedure semplificate, ma le Commissioni continuano a stabilire revisioni annuali per l’autismo, che come noto è una condizione con cui si nasce e che permane per tutta la vita».
4) Intende valorizzare e potenziare il Centro di riferimento regionale per l'autismo? Occorrono risorse finanziarie dedicate e risorse umane stabili per continuare a garantire il servizio di grande qualità. Ogni anno si rivolgono al Centro di riferimento per l'autismo circa 500-600 famiglie abruzzesi, molte delle quali alle prese con l’emissione della prima diagnosi. L’esperienza e la professionalità acquisita è riconosciuta in campo nazionale, «ma questa struttura, coordinata dalla Asl 1, è priva di risorse da anni ed è costretta a lavorare con personale precario», evidenzia Verzulli, «il Crra individua il percorso riabilitativo più adeguato per le persone con autismo: questo permette di ridurre sensibilmente i costi socio-sanitari per la presa in carico, cura ed assistenza».
5) Cosa farà per garantire il diritto allo studio e all'inclusione scolastica degli studenti con disabilità? «Con il Decreto Interministeriale 182/2020 le basi dell’inclusione scolastica sono state pesantemente minate», fa presente Verzulli, «dalle attività avviate per la tutela dell’inclusione scolastica sta nascendo la federazione nazionale Osservatorio 182, composta da oltre 20 associazioni, che si proporrà al tavolo ministeriale per l’inclusione scolastica. Una collaborazione proficua con il sistema scolastico regionale potrebbe rendere l’inclusione scolastica più concreta e dare risposte puntuali anche nelle situazioni complesse».
6)Ritiene possibile l'utilizzo di risorse del Fondo sociale europeo per la formazione specifica dei docenti di sostegno? Autismo Abruzzo Onlus evidenzia la necessità di «percorsi formativi specifici per docenti di sostegno. Nonostante l’impegno del Miur con la piattaforma standard non esistono percorsi formativi che rispondono alle necessità delle persone con autismo».
7) Quali azioni prevede per l'avvio al lavoro tutelato delle persone con grave disabilità? «I nostri figli spesso non possono essere inclusi nelle liste agevolate: da ciò consegue la preclusione all’inserimento nel mondo del lavoro», dice Verzulli che auspica «un percorso semplificato, attraverso tirocini di avvio al lavoro col supporto di tutor aziendali, per garantire l’accesso al mondo del lavoro dei disabili».
8) Quale sarà la sua azione per il riconoscimento del diritto al "Dopo di noi"? «È necessario un percorso di accompagnamento per gli adulti che devono imparare a vivere senza il supporto delle famiglie», suggerisce Verzulli ai candidati, «ma è importante che ciò avvenga non troppo distante dal contesto familiare: non è pensabile il ricovero dei nostri familiari in strutture specializzate attualmente presenti solo in pochissime Regioni».

