Disavanzi delle quattro Asl: 68 milioni di nuovi maxi tagli

Pronta la cura massiccia anti-debiti per scongiurare una voragine da 200 milioni
PESCARA. Tagli drastici e risparmi a sei zeri per un totale di 68 milioni di euro e con l’obiettivo di scongiurare a fine anno una voragine record di oltre197 milioni di disavanzo. La sanità regionale cura se stessa.
E la terapia è impattante perché non ci sono alternative per un paziente che versa in gravi condizioni e rischia nel 2025 il commissariamento. I nuovi piani di rientro delle quattro Asl abruzzesi finiranno la settimana prossima in Commissione Sanità, presieduta da Paolo Gatti, il cui parere sarà vincolante.
È una manovra “lacrime e sangue” quella proposta al Dipartimento Sanità e all’assessore Nicoletta Verì dai manager delle Aziende sanitarie abruzzesi chiamati, il 26 luglio scorso, a rivedere e correggere le loro prime proposte ritenute fin troppo soft.
Quattro dossier che, messi insieme, raggiungono il numero di 234 pagine. Le abbiamo lette per spulciare i dati e i passaggi più significativi.
ASL CHIETI:
DOSSIER DI 47 PAGINE
Supera la cifra di 60 milioni di euro il disavanzo tendenziale 2024. La manovra della Asl teatina prevede quindi tagli per oltre 35 milioni in modo da ridurre il disavanzo, a fine anno, a meno 30.802.714 euro.
Ma, come si legge sul documento in nostro possesso, «Una parte significativa dei costi che questa azienda sostiene annualmente è, di fatto, incomprimibile, se si vuole continuare a garantire una sanità di prossimità nel rispetto delle previsioni di cui al DM 77/2021, e non coperta dalla quota di Fondo sanitario assegnata annualmente dalla Regione». E poi c’è anche una doppia stoccata ai piani alti della politica: «Le perdite che si sono registrate negli ultimi esercizi sono tali da poter affermare che questa azienda ad oggi soffre di un disavanzo strutturale che ammonta a circa euro 45.000.000 di euro. Tale disavanzo strutturale, cresciuto negli ultimi anni per il sistematico definanziamento della Asl 2 da parte della Regione Abruzzo, è da attribuire alla mancata programmazione del fabbisogno finanziario, in particolare della rete ospedaliera e territoriale. E va ribadita la perdita strutturale per farmaci e dispositivi derivante dal mancato governo della spesa da parte del Servizio Farmaceutico Regionale e le tardive gare di AreaCom».
E infine l’avvertimento: «Qualora quanto pianificato non fosse ritenuto sufficiente, resterebbero da considerare solo interventi strutturali quali: accorpamenti, chiusure e blocco del turn-over, per i quali si rimanda per competenza alla programmazione regionale».
I pilastri su cui verte il piano di razionalizzazione hanno riguardato in particolare: l’aumento del valore della produzione, l’appropriatezza delle spese farmaceutica, per i dispositivi, e per la specialistica ambulatoriale, l’ottimizzazione degli asset tecnologici (sale operatorie e grandi macchine), la trasformazione digitale e il tracciamento e monitoraggio economico-produttivo.
Del resto, moltissimi pazienti si sono già resi conto di quanti e quali farmaci, anche di uso comune, siano stati messi fuori dai prontuari. Andiamo avanti.
ASL L’AQUILA:
DOSSIER DI 63 PAGINE
Tra le quattro Asl, quella aquilana vanta il maggior tendenziale 2024, pari a oltre 66milioni di euro.
«Le manovre correttive, con riferimento ai soli interventi per i quali è stato possibile valorizzare l’impatto economico, consentono di stimare un recupero pari ad euro 35.621.072», si legge sul documento prodotto dall’Azienda che, come nel caso della Asl teatina, scrive: «Una parte significativa dei costi che questa azienda sostiene annualmente è, di fatto, incomprimibile, se si vuole continuare a garantire una sanità di prossimità».
La previsione di perdita a fine anno è di 30.802.714 euro. La manovra per il contenimento della spesa proposta dalla Asl 1 è molto dettagliata. Alcuni esempi: «L’utente che non si presenti ovvero non preannunci l’impossibilità di fruire della prestazione prenotata, è tenuto, ove non esente, al pagamento della quota di partecipazione al costo della prestazione», oppure viene previsto «il recupero crediti verso i medici di medicina generale a seguito varie sentenze emesse dalla Suprema Corte relative alla non debenza (cioè il non obbligo, ndr) dell’indennità di rischio per circa euro 1.000.000 di euro».
O ancora: «L’aumento percentuale di prescrizione di farmaci equivalenti», la «riduzione delle prescrizioni di antibiotici» e infine la “stangata” sui quei medici di famiglia «alto-spendenti individuati» che saranno «sottoposti dalla Commissione ad un monitoraggio intensivo e continuo». Torniamo sulla costa.
ASL PESCARA:
DOSSIER DI 39 PAGINE.
Il tendenziale 2024, in questo caso, è di meno 24.898.290 euro, mentre la stima finale, «in ragione delle manovre correttive valorizzate dall’Azienda per 5.000.000 di euro», si attesta su una perdita di esercizio pari a euro 19.898.290.
La cura salva-conti proposta dalla Asl 3, quindi, si basa su: «Acquisti diretti farmaci ospedalieri, farmaceutica convenzionata, razionalizzazione personale non dipendente – collaboratori ed interinali, razionalizzazione della degenza media dell’assistenza ospedaliera, ottimizzazione logistica del Blocco operatorio e dei dispositivi medici specialistici, revisione della domanda/offerta laboratoristica, servizi sanitari e non».
Passiamo all’ultimo documento.
ASL TERAMO:
DOSSIER DI 85 PAGINE.
L’incipit della Asl teramana è un messaggio molto chiaro rivolto alla Regione: «In via preliminare corre l’obbligo di evidenziare che la Asl di Teramo ha chiuso il Bilancio 2023 con 6,8 milioni di euro di perdita (a fronte di perdite delle altre aziende regionali superiori in due casi ai 40 milioni di euro ed in uno a 20 milioni di euro)», si legge sulle pagine del dossier, «occorre inoltre precisare che, come noto, i disavanzi aziendali 2023 sono stati oggetto di ripiano, per una quota (pari a circa 60 milioni di euro) mediante risorse relative alla Gsa (Gestione sanitaria accentrata) e dunque inerenti a finanziamenti del perimetro sanitario, e la residua parte mediante il reperimento di risorse da Bilancio regionale. È di tutta evidenza», incalza a questo punto il manager della Asl 4, «che se la quota Gsa fosse stata ripartita tra le quattro Aziende sanitarie, quella di Teramo avrebbe ragionevolmente chiuso in avanzo il bilancio 2023».
Ma così non è stato. E, per l’anno 2024, come c’è scritto sul dossier, la Asl di Teramo registra un disavanzo tendenziale di meno 45.211.860 euro che, attraverso la manovra correttiva di tagli e risparmi per oltre 12 milioni, dovrebbe scender a fine anno a quota meno 32.823.926 euro. Salvo complicazioni, come usano scrivere i bravi chirurghi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

