Discarica di Bussi, 7 giorni per avviare la bonifica

18 Luglio 2018

Ultimatum della Provincia alla Edison spa: c’è tempo fino al 25 luglio per i lavori Richieste ulteriori misure di sicurezza nelle aree interessate e nelle acque di falda

BUSSI. L'ordinanza della Provincia, del 26 giugno scorso, per avviare la bonifica delle aree 2A, 2B e zone limitrofe, ha concesso 30 giorni di tempo alla Edison spa per eseguire le operazioni e rendere possibile il riutilizzo dei terreni per la nuova industrializzazione. Ieri, nella conferenza stampa tenuta a Pescara dal presidente della Provincia Antonio Di Marco, con la partecipazione del sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, il comandante della polizia provinciale Giulio Honorati, il direttore Arta Abruzzo Francesco Chiavaroli, la dottoressa Lucina Lucchetti, il presidente di Forum H2O Augusto De Sanctis, sono stati illustrati i passaggi e le indagini espletate che hanno portato alla decisione assunta per imporre l'inizio dei lavori entro il 25 luglio prossimo, pena la rivalsa in danno nei confronti del soggetto inquinatore e delle spese.
In dettaglio, l'ordinanza prescrive la integrazione delle misure di sicurezza nelle aree interessate e nelle acque di falda, la rimozione dei i rifiuti depositati in modo incontrollato e di altre fonti di contaminazione e di provvedere ad ulteriori operazioni di bonifica e ripristino ambientale. Si parla di circa 12mila metri quadrati per la 2A con rifiuti urbani speciali, 8mila per la 2B con rifiuti tossici e nocivi ed altri 35mila per le aree circostanti (circa 54mila) i cosiddetti «magazzini ex pirite» utilizzati per stoccare la produzione del materiale bellico chimico aggressivo (gas iprite) durante il periodo prebellico e bellico della Seconda guerra mondiale e, successivamente «le peci clorurate pesanti del Reparto cloro metani, unitamente ai rifiuti tossici e nocivi provenienti dal reparto clorosoda». Immediatamente dopo l'ordinanza provinciale, il sindaco Salvatore Lagatta aveva scritto al ministro dell'Ambiente Sergio Costa per informarlo dei ritardi in corso sull'avvio delle operazioni di bonifica sulle aree esterne alla Tremonti, le 2A e 2B e zone limitrofe, che in realtà avrebbero dovuto essere iniziate entro lo scorso 7 luglio, come da diffida che la stessa amministrazione comunale aveva notificato al ministero.
Era seguita da parte del direttore generale del ministero una diffida al Responsabile unico del procedimento (Rup), ingegner Enrico Bentivoglio, finalizzata all'approntamento delle documentazioni tecniche ed amministrative necessarie per avviare i lavori nei termini prestabiliti. Ad oggi permane una situazione di stallo «di cui mi si dovrà dare conto», afferma Lagatta, «visto che per l'utilizzo di quelle aree» c'è un accordo di programma tra Comune e Regione, da una parte e di un’associazione di imprese, dall'altra, per procedere alla reindustrializzazione. Il Comune di Bussi nel maggio 2017, su richiesta del ministero e con una specifica intesa divenne proprietario delle aree (acquistate alla Solvay), operazione necessaria e mirata a rendere possibile l'utilizzo delle risorse finanziare pubbliche che al tempo del commissario Adriano Goio, nel febbraio del 2011 (i ben noti 50 milioni di euro) furono stanziati precipuamente per la bonifica finalizzata alla reindustrializzazione. Un procedimento che va avanti da anni e che fino ad oggi è stato costellato di ritardi e intoppi. La bonifica aprirebbe la strada alla realizzazione di un opificio industriale da parte della Filippi Pharma che promette fino a 180 posti di lavoro e che Bussi non è intenzionata a dilazionare ulteriormente.
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