Discarica di Bussi: arriva la commissione d’inchiesta regionale

Sopralluogo per accelerare l’avvio dei lavori di bonifica Edison comunica che ripristinerà il manto di copertura
BUSSI SUL TIRINO. Un incontro proficuo quello di ieri della Commissione d'inchiesta regionale, “Sito di interesse nazionale di Bussi sul Tirino -Tutela della salute dei cittadini, bonifica e reindustrializzazione” presieduta dal consigliere regionale Giovanni Legnini, teso a fare chiarezza non solo sulle condizioni di contaminazione dei siti che gravitano intorno alla fabbrica chimica, ma anche sulle cause che tengono ancora al palo lo sbocco degli ultimi atti per avviare la bonifica. Con Legnini hanno partecipato i consiglieri regionali membri dell’organismo, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri, il sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, i vertici e i tecnici dell’Arta, il Servizio bonifiche della Regione Abruzzo, la polizia provinciale, i rappresentanti di Edison e le associazioni locali dei cittadini. A illustrare le caratteristiche del sito e della fabbrica, oggi nella gestione della Società chimica Bussi, il suo direttore generale Giuseppe Buzzi, che ha fornito molti dati attinenti la produzione e il grado (molto basso), e la qualità della contaminazione (in molte aree ancora allarmante e molto sopra i livelli di guardia, come risulta anche dagli recenti dati di Arta) oggi ancora presente nei territori di pertinenza dell’industria chimica. I membri della commissione hanno effettuato anche sopralluoghi nella discarica Tremonti e nelle aree 2A e 2B per completare il quadro delle informazioni sull’intero comprensorio, da oltre un secolo a servizio dell’industria. La conclusione è che «non è più procrastinabile l’avvio dei lavori di bonifica, poiché i rischi per la salute e per l’ambiente sono immanenti e attuali e non possono essere sottovalutati».
Il sindaco Lagatta ha ricordato come questa decisione sia oggi in capo al ministero dell’Ambiente «e non si capisce il motivo per cui la bonifica non parta». Un nodo da sciogliere al più presto, sebbene «le misure di prevenzione che vengono adottate sotto la sorveglianza di Arta, Asl e Inail e dalla Società Chimica Bussi sembrano essere adeguate». Dalla Edison, proprietaria delle aree, è arrivata la notizia che dalla prossima settimana saranno avviati i lavori per il ripristino del manto di copertura (cupping) nelle zone limitrofe alla centrale Turbogas, fra le 2A e 2B e la Tremonti. Per il protrarsi delle tempi a Bussi, la Commissione ha rimandato la visita al sito di Piano d’Orta di Bolognano a data da destinarsi, comunicando che tornerà a riunirsi giovedì 20 febbraio, con le audizioni del sindaco di Popoli Concezio Galli, del direttore generale della giunta regionale e le associazioni “Bussi in Movimento” e “Bussi ci Riguarda”.
«La Regione», promette il presidente del consiglio regionale, Sospiri, «seguirà da vicino l’inizio delle operazioni di bonifica del sito di Bussi e il processo di reindustrializzazione di un’area strategica del nostro territorio. Il caso Bussi resterà una grande ferita aperta nel cuore dell’Abruzzo con troppi punti oscuri ancora tutti da chiarire».
«Il sopralluogo della Commissione regionale d’inchiesta nello stabilimento attivo della Società Chimica Bussi e nelle aree delle discariche dove sono stoccati i rifiuti che attendono da 12 anni la necessaria bonifica, è stato utile e importante», commenta il consigliere regionale Pd Blasioli, «perché i consiglieri si rendessero conto dei luoghi di cui da mesi parliamo e perché avessero una cognizione tangibile della gravità della situazione per la salute delle comunità ricomprese nel Sito d’interesse nazionale e dell’ambiente. Veglieremo perché le operazioni si svolgano in tempi brevi, come annunciato».
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