Discarica di Villa Carmine: tornano i rifiuti in strada

La mancata bonifica dell’impianto compie 18 anni: nessun intervento riparatore Quintali di spazzatura abbandonati a un passo dal fiume, Di Sante: una vergogna
MONTESILVANO. Gli interventi di bonifica dell’ex discarica di Villa Carmine sono fermi al palo, ma continua in maniera incessante l’attività di chi utilizza il sito di interesse regionale per abbandonare rifiuti, anche pericolosi, di ogni genere. È sufficiente percorrere la strada che costeggia il fiume Saline, interdetta al traffico dopo la realizzazione della nuova arteria lungofiume, per rendersi conto delle numerose discariche abusive che fanno da contorno alla bomba ecologica in attesa di disinnesco: una montagna alta 27 metri e composta da 300mila metri cubi di rifiuti scaricati sul terreno per decenni senza alcuna protezione. A tornare ad accendere i riflettori sul sito di Montesilvano – dopo l’ultima sollecitazione arrivata il mese scorso alla Regione da parte degli esponenti abruzzesi del Pd – è il segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante che da anni segue gli sviluppi e denuncia i ritardi nella messa in sicurezza e la bonifica dell’ex discarica. «Il sito di bonifica ormai ha compiuto 18 anni», ricorda, «ma finora non è stato rimosso un centimetro della montagna di rifiuti di Villa Carmine. Di contro, continuano imperterriti gli abbandoni di materiali di ogni genere lungo la strada e nei terreni, a pochi passi dalle colture, che costeggiano il fiume».
Una vera e propria «discesa all’inferno», come evidenzia Di Sante, caratterizzata da cataste di materiali di scarto dell’edilizia, decine di pneumatici, lastre di catrame, mobili, barattoli di vernice o latte di oli esausti. «Ogni volta la sensazione che si percepisce è quella di trovarsi in un luogo abbandonato e non in un sito di interesse regionale che dovrebbe essere presidiato dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine», prosegue. «Quasi un anno fa, in risposta a una delle mie segnalazioni, il Servizio Gestione Rifiuti della Regione annunciò la predisposizione di un servizio di videosorveglianza al fine di prevenire nuovi abbandoni e, nelle more dell’attuazione dell’intervento, sollecitò il Comune a organizzare attività di controllo da parte del proprio personale di vigilanza urbana». A distanza di 9 mesi, Di Sante chiede al Comune e alla Regione se tali iniziative siano state messe in campo e ricorda come l’amministrazione comunale abbia sottoscritto una convenzione con le guardie ambientali che potrebbero essere impiegate per tali attività.

