Disoccupati in crescita, l’allarme dell’Ispel

10 Settembre 2015

Francavilla, i dati dell’istituto di ricerche Pomilio tracciano un quadro difficile della crisi del lavoro in città. Il sindaco: il Comune ha pochi margini operativi

FRANCAVILLA. Disoccupazione in continuo aumento in città. Secondo le rielaborazioni dell’Istituto di ricerca sociale ed economia del lavoro Fratelli Pomilio, coordinato da Andrea Leonzio (referente territoriale Noi per Salvini), gli ultimi dati rilevano complessivamente 3mila555 disoccupati residenti a Francavilla, di cui 2mila8 femmine e mille 547 maschi. Nel 2013, gli iscritti (fra disoccupati e inoccupati) nelle liste del centro dell’impiego erano in tutto 3mila193, di cui 1.377 maschi e 1.816 femmine. L’anno precedente, nel 2012, il numero complessivo era di 2.839 con 1.218 maschi e 1.621 femmine. Guardando al futuro, per l’Ispel, la situazione si prospetta sempre meno felice.

«Nonostante il rapporto il tra il numero di coloro che cercano lavoro e il totale della forza lavoro (somma tra occupati e persone in cerca di lavoro) sia decisamente elevato, i dati sulla disoccupazione a Francavilla sono destinati ad aumentare, dal momento che i datori di lavoro non sono obbligati a servirsi dei centri per l'impiego e non sono obbligati a contattare le persone segnalate dai centri» commenta Leonzio. «Occorre considerare che coloro che sono in cerca di lavoro e che effettuano la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, cioè il riconoscimento formale della propria condizione di disoccupato, possano rivolgersi anche ad altri interlocutori per la ricerca di un lavoro».

I disoccupati non iscritti, e che hanno smesso di cercare lavoro, rappresentano circa il 30% dei disoccupati formalmente riconosciuti. Inoltre, ci sono anche i quasi lavoratori, che pur avendo un’occupazione vivono sotto la soglia di povertà; e poi i Neet, che non studiano, non seguono percorsi di formazione né fanno tirocini, non hanno un impiego né lo cercano.

«A livello nazionale, dal 2011 al 2015, abbiamo vissuto il peggior momento economico dal dopoguerra a oggi. Ritengo che il futuro sarà più roseo e i dati sulla disoccupazione andranno a decrescere» commenta fiducioso il sindaco, Antonio Luciani. «Nello specifico di Francavilla, per un ente territoriale come il Comune, è difficile attuare una vera politica del lavoro. La nostra è una realtà di piccole attività commerciali, agricole e turistiche; non ci sono industrie né zone artigianali. Non escludiamo, per il futuro, la possibilità di nuova scelte per favorire insediamenti artigianali e piccole industrie. Fino a oggi, abbiamo fatto dei tentativi informali, anche per rilanciare la zona in prossimità del casello dell’autostrada, ma non abbiamo trovato la corrispondenza economica. Adesso, però, qualcosa comincia a muoversi».

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