Distratti dal telefonino In sette mesi 361 incidenti

14 Agosto 2016

Sempre più automobilisti con lo sguardo chinato su sms, whatsapp e facebook I vigili urbani: un’auto a 50 all’ora percorre 15 metri “al buio” se si guarda altrove

PESCARA. È la distrazione il primo pericolo per gli automobilisti, ma ancora prima il telefonino. Lo raccontano i dati degli ultimi sette mesi di attività dei vigili urbani che quotidianamente rilevano gli incidenti in città. Numeri che da soli bastano a dare la cifra di che cosa possono provocare tre secondi con lo sguardo chinato sul display del telefono mentre si guida. Perché non sono tanto le telefonate, ma i messaggi, i whatsapp, facebook, i botta e risposta “tanto basta un attimo”. E invece un attimo non basta e comunque è sempre troppo per chi, alla guida di un mezzo, deve tutelare se stesso e chi gli sta intorno. Lo dimostrano, appunto, i dati della polizia municipale, come riferisce il maggiore Paolo Costantini (nella foto), neo responsabile del Nucleo sicurezza stradale che comprende Viabilità, Infortunistica e sala operativa della polizia municipale. Dal primo gennaio al 31 luglio di quest’anno, 91 persone sono rimaste coinvolte nei 41 incidenti con l’auto contro contro qualche ostacolo, che in città può essere un cassonetto, una pianta, un muretto. «È proprio questo dato che spiega meglio di altri numeri», commenta il maggiore, «quanto pesi un attimo di distrazione quando si è alla guida. E per quanto riscontriamo, la distrazione degli automobilisti dipende quasi sempre dall’uso del cellulare che causa anche le uscite di strada all’apparenza inspiegabili», sei da inizio anno. Ma non solo. Sempre la distrazione sarebbe la causa principe degli investimenti di pedone, 34 dall’inizio dell’anno al 31 luglio, e dei tamponamenti, 59 nello stesso periodo, oltre agli scontri frontali-laterali, 144, per mancate precedenze. «È chiaro che l’uso del cellulare non si può provare se non beccando l’automobilista sul fatto», va avanti Costantini, «e sappiamo che alla vista dei vigili in divisa l’automobilista fa subito ad abbassare il telefonino. Ma un’attività di prevenzione va avviata, perché il fenomeno è reale, anche se questo ci porterà ad aumentare l’attività repressiva». Di più il maggiore non dice, mentre anticipa già che per chi viene beccato alla guida con il cellulare sono previsti cinque punti di decurtazione dalla patente e una multa da 161 euro. Ma a tradire, più delle telefonate, sono i messaggi, e il motivo lo spiega ancora Costantini: «Quando si parla, più o meno si mantengono gli occhi sulla strada, ma quando scrivi un messaggio, per forza di cose devi abbassare gli occhi. Ma prima di farlo si deve pensare che procedendo a 50 allora, in un secondo una macchina percorre 15 metri. Questo significa che anche solo per tre secondi si rischia di guidare al buio per quasi 50 metri, con tutto quello che ne può conseguire». Ma gli automobilisti, a sentire i vigili, continuano a infischiarsene e anche di fronte all’evidenza, o negano o la buttano sul tragico: parlavo con mio figlio piccolo solo a casa, con mia moglie incinta, e via di questo passo. «Invece», ricorda Costantini, «di fronte a un’emergenza ci si può accostare al primo posto utile e parlare tranquillamente».

Secondo il responsabile del Nucleo di sicurezza stradale sempre la distrazione sarebbe la causa dei numerosi incidenti agli incroci, che poi sono quasi sempre gli stessi. Stando al numero di quelli rilevati dall’inizio dell’anno, il più pericoloso è quello di piazza della Marina con via Alfonso da Vestea dove ci si accorge dello stop all’ultimo momento. Dall’inizio dell’anno ci sono stati un frontale e cinque scontri laterali, 13 auto, una moto e un autocarro coinvolti. Seguono via Da Vinci con via Raffaello, via Socrate con via dei Marsi, via Trilussa con via Tasso (ma anche via De Santis con via Carducci) e ancora alla pinteta via Figlia di Iorio con via D’Annunzio; via Ferrari con via Pavone Bassani dietro alla stazione e poi anche via Tirino con via Musone. In questi casi la distrazione è di chi non si ferma e non dà la precedenza, ma anche di chi parcheggia dove non dovrebbe, diminuendo la visuale a chi esce dall’incrocio. «Nel dubbio», sottolinea Costantini, «ricordiamoci che in città in assenza di segnaletica, sulle strade di pari rango vige il principio del dare precedenza a destra. Rispettiamo almeno questa regola».

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