«Distretto Asl di via Rieti caos per 70mila pescaresi»

Il consigliere regionale Pettinari (M5S) elenca le criticità delle sedi sanitarie: mancano attrezzature e personale, serve un investimento di 10 milioni di euro
PESCARA. Attrezzature numericamente insufficienti, edifici fatiscenti e costosi, personale carente e inefficienze organizzative. Sono queste le problematiche della medicina territoriale tra Pescara e Montesilvano, denunciate dal vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari. Il consigliere, raccogliendo le segnalazioni arrivate direttamente dal personale medico, ha puntato l'attenzione sulle criticità che interessano il distretto sanitario di Pescara sud di via Rieti, la sede di Medicina dello Sport in via Pesaro e il centro erogazione servizi di Montesilvano, lungo corso Umberto.
Quattro i temi affrontati, in una conferenza stampa di fronte la sede di via Rieti che risponde a circa 70mila utenti, il 60% della popolazione pescarese, e che nei prossimi giorni saranno oggetto di un'interrogazione in Consiglio.
LE SEDI. Sul fronte strumentale, nella sede di Pescara sud è presente solo un ecografo, multidisciplinare, «obsoleto, visto che risale agli anni 2005-2006», spiega Pettinari «usato e condiviso tra numerosi specialisti di branche diverse. Questo significa che i professionisti, soprattutto i cardiologi, non possono chiarire eventuali dubbi che possono sorgere nel momento in cui viene svolta una visita, con conseguente aumento delle liste d'attesa e di frammentazione delle cure». La richiesta avanzata dal pentastellato è di portare almeno a tre gli ecografi a disposizione del distretto. Il secondo fronte di criticità è legato alle strutture. «Parliamo di edifici antichi e spesso non realizzati per usi sanitari e per i quali la Asl paga canoni di affitto elevati. Il distretto di Pescara dud, ad esempio, si trova in una palazzina degli anni ’60 non concepita per questo utilizzo, con spazi angusti, dove non è possibile mantenere il distanziamento tra i pazienti così necessario oggi». Ad aggravare la situazione, per Pettinari è la presenza di strutture pubbliche, di proprietà della Asl, già realizzate per i servizi sanitari, ma di fatto non utilizzate. Il riferimento è al nuovo distretto di Montesilvano, lungo via Di Vittorio «attivato solo al 5 per cento», sottolinea «e il presidio di Pescara, dietro la casa circondariale dove dovranno essere trasferiti tutti i servizi del centro erogazione di via Rieti».
IL PERSONALE. Sul piano del personale, la denuncia riguarda la carenza di organico, dovuta ai pensionamenti degli ultimi 10 anni, «mai rimpiazzati. Una delle motivazioni che grava sulle lunghe liste d’attesa. È indispensabile, a mio avviso, l’assunzione di personale aggiuntivo, e nel frattempo si potrebbe istituire una task force di specialisti dedicati ai distretti sanitari che diano disponibilità quotidiana a servire, per esempio, i codici di priorità delle ricette rosse prevedendo specifici incentivi».
I SERVIZI. Quarto e ultimo fronte è l'organizzazione dei servizi, la cui criticità è legata «alla visione ospedalocentrica attualmente esistente. Pensiamo all'investimento da 11 milioni di euro per la realizzazione dell'ospedale Covid e all'assenza totale di fondi da destinare alla medicina territoriale. Con una delibera dello scorso 21 maggio, è stata disposta una selezione di 37 infermieri e 42 operatori socio sanitari da assumere per 6 mesi per l'ospedale Covid», aggiunge. «Credo sarebbe stato opportuno pensare ad assunzioni a tempo indeterminato per potenziare anche reparti che vivono carenze croniche di organico oltre che per i distretti sanitari».
LA PROPOSTA. La soluzione, per Pettinari, può derivare da «un massiccio stanziamento di risorse, di almeno 10 milioni di euro, da destinare alla medicina territoriale per potenziare le assunzioni, le apparecchiature e per trasferire i servizi nelle nuove sedi di proprietà pubblica. È un grave errore privilegiare la cura (ospedali) rispetto alla salute (territorio). Bisogna invertire completamente la rotta», conclude. «Potenziare la medicina territoriale significa lavorare sulla prevenzione e quindi alleggerire le strutture ospedaliere centrali di tutti quei ricoveri inappropriati».
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