Domani allo stadio Petruzzi il primo memorial Catena

CITTÀ SANT’ANGELO. Ci saranno giocatori, direttori, dirigenti e allenatori che in dieci anni sono passati per la Renato Curi Angolana. E ovviamente ci saranno la famiglia e gli amici di Enzo Catena,...
CITTÀ SANT’ANGELO. Ci saranno giocatori, direttori, dirigenti e allenatori che in dieci anni sono passati per la Renato Curi Angolana. E ovviamente ci saranno la famiglia e gli amici di Enzo Catena, il magazziniere angolano morto a gennaio a soli 50 anni dopo una breve malattia. Domani, alle 17,30, lo stadio Leonardo Petruzzi di Città Sant'Angelo ospiterà il primo Memorial “Enzo Catena” e si riempirà «di ricordi e di calcio giocato», dicono gli organizzatori annunciando la partecipazione di oltre 40 calciatori ed ex calciatori. Ci saranno gli storici Michele Baldi e Fabrizio Cammarata, il veterano Ciccio Marescalco, il portiere del Frosinone Alessandro Iacobucci, Paolo Bordoni e suo figlio Simone, l'attuale calciatore biancazzurro Matteo Ciofani, in forza all'Angolana 12 anni fa, e poi Tiziano Mucciante, Fabio Ferraresi, Francesco Terrenzio, Luca D'Alonzo, il capitano di lungo corso Fabio Fuschi, l'attaccante Josè Parmigiani e dall'Argentina tornerà Cristian Pablo Ferreyra, Giuseppe Naccarella, Antonio De Matteis, Paolo e Giuseppe Rachini, solo per citarne alcuni. Presente anche lo storico massaggiatore, Matteo Perazzetti, da qualche giorno neosindaco angolano.
Un saluto anche da parte di mister Vincenzo Vivarini, e poi da Luciano Miani, Attilio Piccioni e dai dirigenti (vecchi e nuovi), oltre a un videomessaggio di Marco Capuano che giocò nella stagione 2007-2008 nell'Angolana del patron De Cecco con Vivarini allenatore.
«Un'occasione per ricordare una bellissima persona», dicono De Matteis e Sergio Di Sante che hanno organizzato l'evento. «Siamo sicuri che Enzo da lassù si farà una grande risata a vederci riuniti tutti insieme per lui».
Alle sorelle di Catena, Rita, Giuliana, Rosanna e Stefania saranno consegnate delle targhe ricordo e alle 18 ci sarà una gara amichevole con tutti gli intervenuti, per concludere con un momento conviviale. «Una grande festa, per un grande amico e un grande lavoratore che ha lasciato un ricordo indelebile in generazioni di calciatori e addetti ai lavori».

