Domani il via alle domande per la cassa integrazione

Dopo ritardi e polemiche per 54mila lavoratori sarà possibile fare richiesta per la Cig Non ci sarà il click day, l’assessorato al Lavoro: garantita assistenza per la procedura
L’AQUILA. La piattaforma telematica è pronta. Da domani sarà possibile presentare le domande per la cassa integrazione in deroga. Dopo ritardi e polemiche sull'accesso alla misura di sostegno, che ha posto l'Abruzzo tra le regioni "non ancora operative", ieri, in tarda serata, è arrivata la comunicazione dell'assessore alle Politiche del lavoro, Piero Fioretti. Approntati anche un manuale operativo e una modulistica specifica. Vista l'ampia platea, che supera i 54mila lavoratori, è prevista un'assistenza email e telefonica. Percorso ad ostacoli anche per il bonus da 600 euro: in bilico il 40 per cento degli aventi diritto.
SI PARTE. «Da domani i titolari delle piccole imprese potranno presentare le domande per l'erogazione della cassa integrazione in deroga in favore dei propri dipendenti», il commento di Fioretti, «è stata perfezionata la piattaforma informatica, accessibile all'indirizzo https://sportello.regione.abruzzo.it, secondo le modalità indicate nell'accordo quadro, che abbiamo concluso con i sindacati e le parti sociali». Non ci sarà un click day. «Non esiste una priorità di finanziamento legata al giorno o all'ora di presentazione», ha specificato Fioretti, «abbiamo lavorato per mettere a disposizione delle imprese un percorso pratico ed efficiente. Sarà garantita anche un'assistenza email e telefonica. Contestualmente, abbiamo creato un gruppo di lavoro che avrà il compito di avviare l'istruttoria delle domande per accelerare i tempi di erogazione». La copertura della cassa è di 9 settimane: il plafond a disposizione dell'Abruzzo di 70 milioni di euro. Per quanto riguarda, invece, la cassa integrazione ordinaria e l'assegno del fondo integrativo salariale, secondo stime interne, sono state presentate poco meno di 40mila domande, di cui quasi 24mila per la cassa ordinaria.
BONUS A RISCHIO. Il bonus da 600 euro, per il mese di marzo, spetta ad un professionista su due, tra gli iscritti alle Casse previdenziali private. Ma, secondo quanto pubblicato dal quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 Ore, «coperture alla mano, l'assegno non riuscirà a raggiungere tutti». Potrebbe restare escluso, addirittura, il 40 per cento degli aventi diritto. Ammontano, infatti, a quasi 552mila gli iscritti alla previdenza privata che, in base ai redditi dichiarati lo scorso anno, avrebbero diritto al bonus, non superando la soglia dei 50mila euro e potendo attestare di aver subìto, per effetto dell'emergenza coronavirus, un calo del fatturato. Al momento, salvo rifinanziamenti, i 200 milioni di euro stanziati consentono di coprire solo 333mila richieste, il 60 per cento del totale. Dati alla mano, il 40 per cento dei professionisti, rischia di essere tagliato fuori. Tra i potenziali beneficiari, in prima fila figurano gli psicologi, in quanto nove su dieci hanno dichiarato un reddito inferiore a 50mila euro, quindi geometri, chimici e geologi. Segue la categoria degli avvocati: su 240mila iscritti alla Cassa forense, 90mila hanno dichiarato redditi sotto i 20mila euro e 60mila sotto la soglia dei 50mila euro.
AGEVOLAZIONI SUGLI AFFITTI. Il credito di imposta per l'affitto di negozi e locali commerciali spetta solo dopo l'avvenuto pagamento. A specificarlo è l'Agenzia delle entrate che, in una circolare del 3 aprile scorso, chiarisce come «delle agevolazioni sulla locazione di negozi e botteghe si può usufruire solo se l'affitto è stato effettivamente corrisposto». La percentuale riconosciuta è pari al 60 per cento del totale dell'affitto. L'Agenzia delle entrate motiva il chiarimento specificando che «la misura ha la finalità di ristorare il soggetto del costo sostenuto, costituito dal canone di locazione. Il credito, quindi, matura solo dopo aver corrisposto le somme relative all'affitto».
1.500 RICHIESTE. Secondo la Cna di Chieti «sono attualmente oltre 1.500 le richieste, inoltrate in Abruzzo all’Inps attraverso la rete degli sportelli Cna del patronato Epasa-Itaco, per il riconoscimento dell’indennità di 600 euro assegnata come forma di sostegno “una tantum” a lavoratori autonomi e partite Iva che abbiano subìto riduzione o abbiano, addirittura, dovuto cessare la propria attività a causa dell’emergenza coronavirus. I patronati, con i loro sportelli telematici, stanno svolgendo una preziosa funzione di raccordo tra l'Inps e la vastissima platea degli interessati», afferma la Cna. «In attesa di aggiornare i numeri del nostro lavoro, che è ovviamente in continua evoluzione, e senza considerare quelli della rete ex Itaco», dichiara Letizia Scastiglia, direttore della Cna di Chieti, «possiamo già tracciare un primo bilancio. Gli operatori della rete ex Epasa, che fa capo alla Cna e che lavorano nelle quattro province abruzzesi, hanno istruito e inviato numeri significativi di pratiche, a testimonianza della loro professionalità e del radicamento tra gli utenti di cui gode Epasa-Itaco, prestando assistenza a cittadini e imprese, per fornire risposte puntuali sull'accesso al contributo».
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