Domani in piazza gli operatori delle pulizie

12 Novembre 2020

Nuovo presidio davanti alla prefettura, in piazza Italia, dopo la manifestazione con stracci e secchi

PESCARA. A distanza di venti giorni tornano in piazza gli addetti alle pulizie di enti pubblici e aziende private. Protestano per le paghe da fame, 5 euro e 50 centesimi netti l'ora, e i turni massacranti, fino a 12 ore al giorno con i detersivi in mano, invece di 3,4, 6 ore come da contratto.
Il presidio dei «lavoratori invisibili», come si definiscono, che ogni giorno igienizzano gli uffici della Regione, Inps, Poste, Tua, Asl, si terrà domani, venerdì 13 novembre alle ore 10,30, davanti alla prefettura in piazza Italia, nell'ambito dello sciopero nazionale dei dipendenti del settore pulizie, servizi integrati e multiservizi. La manifestazione è organizzata dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Trasporti, guidati da Alessandra Di Simone, Marcella Carletti e Davide Frigelli e Terenzio Chiavaroli, in rappresentanza di 5000 maestranze dislocate tra Pescara e provincia.
L'ultimo gesto dimostrativo, armati di scopettoni, stracci e sanificatori portati a spalla, il 18 ottobre scorso davanti l'ospedale di via Fonte Romana. In quella occasione, soprattutto le donne, hanno urlato la disperazione di turni di lavoro pesanti che mal si conciliano con figli e famiglie a carico. Un tour de force estenuante che inizia all'alba fino al tramonto. Dalle 6 alle 18, domenica compresa. E da sette anni aspettano il rinnovo del contratto di lavoro. «Nel dramma della pandemia», commentano i segretari delle sigle sindacali, «gli addetti ai servizi degli appalti delle pulizie e sanificazione sono diventati indispensabili per il contrasto alla diffusione del virus. Puliscono ospedali, scuole, uffici pubblici, banche, supermercati e mezzi di trasporto, con meno diritti, senza tamponi né dispositivi di protezione. Anche loro sono stati definiti "eroi", ma nei fatti rimangono lavoratori di serie b, lavoratori "invisibili" perché le stazioni appaltanti non si occupano di loro, della loro tutela e della loro salute». Sottolineano i sindacati, in un comunicato, che «le imprese pensano solo a fare profitti». Dunque, si tratta di «uno sciopero necessario a causa dell'atteggiamento irresponsabile delle associazioni datoriali che in questi sette anni hanno alternato false disponibilità alla trattativa, a pretese inaccettabili e pretestuose e negli ultimi mesi si sono date alla macchia disertando tutti gli incontri. A peggiorare la loro posizione, il fatto che non sono certo aziende in crisi».
Il presidio non sarà affollato per ragioni di sicurezza, ma anche perché «molti non potranno assentarsi dal lavoro». Chi ci sarà chiederà «un intervento di mediazione da parte del Governo» per aumentare la paga e diminuire le ore di lavoro degli addetti alle pulizie di Pescara e provincia. (c.co.)