Domani locali aperti fino alle 2,30: i residenti si rivolgono al questore

23 Dicembre 2021

L’allungamento delle chiusure per le festività alimenta nuove proteste da parte del comitato Nel mirino gli alcolici: c’è il divieto di somministrazione sul suolo pubblico dopo mezzanotte

PESCARA. Un incontro urgente con il questore Luigi Liguori. È la nuova mossa del comitato di residenti Tranquillamente Battisti, da sempre in prima linea nella battaglia contro la movida della zona di piazza Muzii. Da lunedì sono entrati in vigore i nuovi orari stabiliti nell'ordinanza firmata dal sindaco Carlo Masci per regolare le aperture di bar, pizzerie e ristoranti in tutta la città per tutte le festività. Il provvedimento, più flessibile rispetto a quelli in vigore fino a pochi giorni fa, consente l’apertura fino all’una e mezzo dalla domenica al giovedì, mentre venerdì, sabato e nei prefestivi, cioè la Vigilia di Natale e il 5 gennaio, alle 2,30. Stesso orario per la sera della Befana, il 6 gennaio. La notte di San Silvestro si può tirare fino alle 3,30.
«Queste prime giornate hanno già evidenziato delle criticità con rumori e schiamazzi fino alle 2 e anche oltre», dice Federico Di Filippo, portavoce del comitato che nelle scorse settimane ha chiesto al Comune un risarcimento danni da 2 milioni e mezzo di euro proprio per i rumori subiti negli anni. «Le persone defluiscono lentamente e quindi tengono svegli i residenti fino a tardi. Abbiamo chiesto un incontro al questore», continua il portavoce, «perché vogliamo dare un nostro contributo per mettere a fuoco le problematiche che riteniamo più acute. Non ne facciamo tanto una questione di ordine pubblico, ma vogliamo porre l'attenzione sul tema della somministrazione degli alcolici sul suolo pubblico dopo la mezzanotte. C'è una legge chiara che la vieta e una circolare che risale al 2019, pre Covid, del ministero dello Sviluppo economico, insieme al ministero degli Interni. È una normativa che a Pescara ci risulta non si sia mai fatta rispettare. Se si lasciano i locali aperti fino a tarda notte e tutto si svolge all'interno, per noi va bene», conclude Di Filippo «ma se le attività avvengono sul suolo pubblico, sotto le finestre di chi dovrebbe dormire, creano un problema».
Scontenti anche gli esercenti del distretto di piazza Muzii. «Sicuramente sono orari che aiutano, ma non sono abbastanza», avverte Daniele Giannascoli che insieme a una quarantina di locali della zona si sono uniti e hanno presentato un ricorso contro una delle ordinanze emesse dal Comune nelle prime due settimane di novembre, con richiesta di risarcimento danni, da quantificare sulla base degli incassi persi raffrontati con lo stesso periodo del 2019. «Innanzitutto queste continue modifiche tra un giorno e l'altro creano tanta confusione in noi gestori e nei clienti, e poi i nuovi orari sono arrivati tardissimo. Rischiamo di non lavorare, soprattutto a Capodanno, perché molte persone si sono organizzate altrove, non conoscendo fino a pochi giorni fa che orari avremmo dovuto rispettare. Siamo stanchi. Vogliamo poter lavorare tutti i giorni e tutto l'anno fino alle 2,30. Se il problema è il rumore non si risolve chiudendo le attività, ma con provvedimenti definitivi che gli impediscano di propagarsi nelle case come i pannelli fonoassorbenti».
«Pescara», conclude Giannascoli, «è diventata una città deserta. Di notte e di giorno, visto che tra tutte le attività commerciali esiste una sinergia unica. Se un comparto non va, si ripercuote su tutti gli altri».