Domenico e Andrea uccisi nello schianto

Montenero: tragica fine per due 20enni sull’Adriatica, feriti il conducente indagato per omicidio stradale e un altro passeggero. Fiat Panda tagliata in due dal guardrail
VASTO. Era contento Domenico, la febbre che lo aveva tenuto a letto venerdì si era abbassata. Era contento mentre tornava a casa perché aveva trascorso una bella serata con gli amici inseparabili. La gioia di Domenico è finita all’improvviso dentro un’auto uscita di strada. E insieme alla vita di Domenico Castrignanò, 21 anni, studente universitario prossimo alla laurea, è finita anche quella del suo grande amico Andrea Marinelli, 22 anni, calciatore del Vasto Marina.
Dal sorriso alle lacrime. È di due morti e due feriti il tragico bilancio dell’incidente stradale avvenuto ieri mattina alle 4 sulla statale 16 Adriatica tra Petacciato e Montenero di Bisaccia, in Molise, a poca distanza dal ponte sul Trigno e dal confine con l’Abruzzo. A perdere la vita sono stati due giovani vastesi, Domenico Castrignanò e Andrea Marinelli. I due ragazzi viaggiavano, uno sul sedile anteriore e l’altro su quello posteriore del lato destro di una Fiat Panda; con altri due amici tornavano a casa dopo aver trascorso la serata in un locale della riviera molisana. La vettura sulla quale viaggiavano in direzione nord, ha iniziato a sbandare all’improvviso ed è finita fuori strada. La Panda si è schiantata contro il guardrail ed è stata letteralmente tagliata in due dalla lamiera del sistema di protezione stradale. I due giovani, centrati alla testa dal guard rail, sono morti sul colpo. Inutili i soccorsi. Feriti gli altri due amici, il conducente M.L., 25 anni, e G.R., 22 anni, entrambi di Vasto. Il guidatore è ricoverato all’ospedale di Termoli ed è in gravi condizioni. Il ragazzo ieri non era in condizioni di parlare. M.L. è indagato per duplice omicidio stradale. Non appena i medici daranno l'autorizzazione sarà ascoltato dagli investigatori. «Sta malissimo e al momento è inopportuno fare dichiarazioni», afferma l’avvocato di famiglia, Giovanni Cerella. G.R., ricoverato a Vasto, ha ferite più lievi ma è anche lui traumatizzato dall’accaduto.
Una scena terribile. Per liberare i corpi dalle lamiere si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco. I soccorritori si sono trovati davanti ad una scena straziante. I pompieri hanno dovuto tagliare le lamiere per liberare gli occupanti della Panda. I due feriti sono stati soccorsi dal personale sanitario del 118 e trasferiti al San Timoteo di Termoli e al San Pio di Vasto. I carabinieri hanno lavorato a lungo sul posta per cercare di ricostruire la dinamica del tragico schianto. Il traffico ha subito inevitabilmente rallentamenti. I corpi delle vittime sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale San Timoteo in attesa delle disposizioni della Procura di Larino che ha aperto un fascicolo sulla tragedia.
Lo sport in lutto. Le due vittime erano sportivi appassionati e molto conosciuti nel territorio. Marinelli, calciatore del Vasto Marina, era il protagonista del beach soccer. Chiamato “Il guerriero”, sarebbe dovuto partire ieri per San Benedetto del Tronto per prendere parte alla seconda tappa del torneo nazionale Lnd serie A di beach soccer contro la Lazio. Gli amici, che poche ore prima della tragedia li avevano incontrati e avevano scherzato con loro, sono sconvolti. Domenico Castrignanò è il figlio del comandante della stazione dei carabinieri di Vasto. Domenico era felicissimo perché presto si sarebbe laureato in Scienze geologiche. Amava anche moltissimo l’Arma. Per i colleghi del padre è stato terribile comunicare la notizia al loro comandante di stazione. Altrettanto doloroso è stato informare il padre di Andrea Marinelli che lavora alla Flovetro e fa parte dell’Associazione marinai d’Italia. Migliaia i messaggi di cordoglio arrivati ai familiari dei due sfortunati giovani. Molte le manifestazioni annullate in segno di lutto. I due corpi, salvo nuove disposizioni della Procura di Larino, oggi dovrebbero essere riconsegnati alle rispettive famiglie e riportati a Vasto per le esequie. Non è escluso che i due giovani siano salutati con un unico rito funebre. «È quello che sicuramente i due inseparabili amici avrebbero voluto», dice un amico comune. Un destino crudele li ha uniti per sempre nell’evento luttuoso.
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