Don Marco: lo aiuterò ma rispettando le regole

PESCARA. Don Marco Pagniello, responsabile della struttura che aiuta chi ha bisogno, conosce bene la storia del signor Pasquale, come conosce bene le storie di ognuno degli utenti sostenuti alla...
PESCARA. Don Marco Pagniello, responsabile della struttura che aiuta chi ha bisogno, conosce bene la storia del signor Pasquale, come conosce bene le storie di ognuno degli utenti sostenuti alla Cittadella dell’accoglienza di via Alento. In quello stabile transitano le storie più disparate, dai rifugiati politici a chi fino a poco tempo fa dormiva in stazione passando per chi, come Pasquale Grassi, fino a poco tempo fa un lavoro lo aveva e oggi non più. Con lui don Marco ha parlato, ha provato a spiegargli che c’è un regolamento da rispettare e che la Caritas non arriva suo malgrado a trovare una soluzione ad ogni situazione critica. «Conosco la storia di Grassi», dice il direttore della Caritas diocesana, «con lui ho parlato e gli ho spiegato la situazione qual è. Appena possibile lo riprenderemo, ma dopo diversi rinnovi della sua permanenza, ora, dobbiamo garantire la rotazione delle presenze. I bisognosi sono tanti e i posti limitati».
La struttura di fronte al carcere di San Donato ospita 60 posti letto. L’accoglienza si divide in primaria e secondaria, dove la prima sta per i bisognosi che cercano aiuto in strada, la seconda per situazioni diverse, come quella del signor Pasquale. «A me dispiace della sua difficoltà. L’ho invitato a presentarmi un progetto di lavoro, in quel caso potremmo riprenderlo. Abbiamo anche attivato i servizi sociali del Comune per trovare una soluzione», dice il sacerdote. Don Marco promette che si impegnerà ad aiutare Pasquale e gli altri utenti in difficoltà, ma ha anche un’altra idea: «Col Comune stiamo pensando di realizzare una struttura per la seconda accoglienza sul territorio di Pescara per gestire situazioni di questo tipo, che purtroppo sono esponenzialmente aumentate negli ultimi tre o quattro anni. Fosse anche una struttura piccola, un appartamento, ma vogliamo dare seguito a questo progetto per continuare ad assistere da un lato chi è in strada, dall’altro chi era un tempo autonomo ma ora non ce la fa». (pa.to.)
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