Donazioni di organi in città più persone rifiutano la firma

Pescara e l’Abruzzo sotto la media nazionale secondo gli ultimi dati forniti dal Sistema informativo Trapianti
PESCARA. Le statistiche relative alla donazione e ai trapianti raccontano una realtà cittadina e regionale ben al di sotto della media nazionale. Se in Italia la disponibilità d'organo è pari al 20% per ogni milione di abitanti, in Abruzzo, il dato oscilla tra il 10 e il 12%, quasi la metà. Lo stesso avviene per una questione di forte impatto sociale come le donazioni. La legge prevede la possibilità di sottoscrivere in vita, all'atto del rilascio o del rinnovo della carta d'identità, la richiesta di consenso alla donazione di organi e tessuti.
Un'opportunità offerta oggi dal servizio anagrafe di numerosi Comuni, tra i quali Pescara, Penne e Popoli. Secondo le ultime indagini del Sistema informativo trapianti, aggiornate al 25 novembre scorso, su 22mila 766 dichiarazioni complessive in Abruzzo (17mila 291 iscrizioni Aido, 1.276 registrazioni alla Asl e 4mila 199 ai Comuni) sono 3mila 683 i consensi alla donazione degli organi registrati sulle carte d'identità (87,7% delle dichiarazioni) e 516 le opposizioni (12,3% delle dichiarazioni).
A Pescara, su 533 sottoscrizioni, i consensi sono 251 e ben 282 le opposizioni. A Popoli, su 181 dichiarazioni, i cittadini si sono espressi con 153 sì e 28 no, mentre a Penne su appena 18 dichiarazioni sono stati rilasciati altrettanti consensi.
A fronte dei 3mila 326 trapianti eseguiti in Italia nel 2015, i pazienti in lista d'attesa risultano 9mila 235 dei quali 6mila 725 in attesa di un rene, 1.062 del fegato, 831 del cuore, 373 di un polmone e 244 del pancreas. Le tematiche della donazione e del trapianto sono state affrontate senza retorica, a partire dal quadro normativo di riferimento, aprendo un dibattito che pone al centro la figura dell'infermiere nel coordinamento e nella promozione della cultura della donazione, durante il ciclo di incontri "E la vita continua" promosso dal collegio Ipasvi della provincia di Pescara, presieduto da Irene Rosini. Tra i relatori, Ines Ciampini (segretario Ipasvi Pescara), Laurent Forcellese e Andrea Di Blasio.
«La formazione professionale dell'infermiere e la giusta sinergia con i medici», ha spiegato il presidente provinciale dell'Ipasvi Irene Rosini, «sono fondamentali nel lavoro di équipe per garantire la cura e l'assistenza degli utenti, ma soprattutto la figura dell'infermiere è importante per sensibilizzare la cittadinanza sul tema della donazione di organi e tessuti e per favorire la collaborazione con le istituzioni».
Tra i presenti anche la coordinatrice locale del centro regionale trapianti della Asl di Pescara, Rosa Maria Zocaro, Anna e Ezio Verna, genitori dell'infermiera Manuela Verna, della Asl di Pescara, scomparsa prematuramente pochi mesi fa, che hanno preso la parola per sostenere l'avvio e le attività del primo centro regionale del risveglio e di riabilitazione dal coma, previsto dal piano sanitario regionale all'ospedale di Popoli. Tra le testimonianze riportate si citano le storie dello studente Francesco Cipollone che ha subito un trapianto di rene a 20 anni e dell'infermiera Marialetizia D'Aurelio, che si è sottoposta a un trapianto di fegato a Torino.
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