Donne, 136 denunce nel 2020 La polizia: così le difendiamo

26 Novembre 2020

Inaugurata in questura la “Stanza delle nuvole” per accogliere chi subisce maltrattamenti È dedicata a Jennifer Sterlecchini, uccisa dall’ex. La mamma: «Un segnale di speranza»

PESCARA. Maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali, stalking. Reati che rendono la vita impossibile a chi li subisce. Persone, e non sono poche, costrette a convivere con il dolore, la sopraffazione, l'umiliazione, la paura. Nei primi nove mesi dell'anno in provincia di Pescara le vittime di questi reati sono state 136, almeno stando ai casi ufficiali, quelli che sono stati denunciati alle forze dell'ordine.
Un numero inferiore rispetto a quello dello scorso anno quando, nello stesso periodo, le denunce erano state 211. Solo la questura di Pescara, dal primo gennaio fino al 20 novembre ha raccolto 83 denunce, di cui 54 per maltrattamenti in famiglia, 6 per violenze sessuali e 23 per atti persecutori, a cui sono seguiti in alcuni casi arresti e in altre denunce, più 19 ammonimenti.
Cifre che emergono nel giorno in cui in questura è stata inaugurata la "Stanza delle nuvole", un luogo destinato all'ascolto di donne, bambini e uomini vittime di violenza, e arredata in modo tale da creare un ambiente confortevole, che aiuti a confidarsi, ad aprirsi. E' stata dedicata a Jennifer Sterlecchini, uccisa a coltellate dal suo fidanzato quando aveva solo 26 anni, a dicembre del 2016.
«Per noi la stanza è luce e speranza», ha detto la madre di Jennifer, Fabiola Bacci, che ha raggiunto la questura insieme al figlio Jonathan. «E oggi ci sentiamo molto, ma molto, più forti per andare avanti e vincere questa battaglia, che non è fatta con le armi, ma con tanto amore e con il cuore», ha aggiunto.
C'è qualcosa che riconduce direttamente a Jennifer, che parla e parlerà di lei, in questa stanza, ed è l'opera intitolata "Nuvole", che porta la firma di Graziano Fabrizi.
Si tratta di un pannello interattivo azzurro, fissato su una parete, sul quale si vedono degli effetti di luci (azionando un sensore). Tra le tante nuvole ce n'è una rosa, con le ali e l'aureola, e al suo interno ci sono le iniziali di Jennifer. «Un simbolo», dicono dalla questura, «dei valori della giustizia, del riscatto e della libertà». Inevitabilmente, per via del coronavirus, la presentazione è avvenuta durante una conference call, a distanza. A fare gli onori di casa è stato il questore Francesco Misiti, che ha voluto questa stanza. E c'erano il vice capo della polizia, Maria Luisa Pellizzari, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, il procuratore aggiunto facente funzioni della Procura, Anna Rita Mantini, l’assessore comunale Adelchi Sulpizio, il presidente del Premio nazionale Paolo Borsellino, Luigi Savina, il governatore del “Lions Club” Francesca Romana Vagnoni, il vice direttore della Scuola per il controllo del territorio di Pescara, Vincenzo Tosiani, e poi ancora Fabrizi e una rappresentanza del liceo scientifico “Corradino D’Ascanio” di Montesilvano, con le associazioni Ananke e Fidapa. Ed è stata il dirigente della divisione di Polizia Anticrimine, Daniela Pasqua, a illustrare i dati della polizia su maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e atti persecutori.
Quest'anno, nel momento in cui è esplosa la pandemia e gli italiani sono stati costretti in casa dal lockdown, la polizia ha implementato la propria App (si chiama YouPol e si può scaricare sul telefonino) estendendone le funzioni: se era nata per consentire a tutti di segnalare episodi di bullismo e di spaccio in maniera anonima, da alcuni mesi si può utilizzare anche per far arrivare alla sala operativa della questura segnalazioni di disagio in famiglia.
Da aprile la questura ha ricevuto 4 segnalazioni, ma solo una era collegata a un caso di violenza in casa, e se n'è occupata la squadra mobile.
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