Donne, barriere, negozi e Marcinelle: 4 nuove leggi

Dal Reddito di libertà per le vittime di violenza agli ostacoli architettonici
L’AQUILA. Aiutano le donne vittime di violenza, abbattono le barriere architettoniche, premiano i negozi storici e rendono perenne la memoria delle vittime di Marcinelle. Quattro proposte di leggi regionali molto diverse tra di loro ma unite da un identico destino. Quello di essere arrivate insieme all’ultima chiamata utile per essere approvate in Consiglio regionale prima della fine dell’anno. Oggi o mai più.
IL REDDITO CHE RENDE LIBERE
Questa proposta di legge regionale a sostegno delle donne vittime di violenza porta la firma della consigliera regionale di Forza Italia, Sara Marcozzi. Si tratta di una norma che nasce con un intento ben preciso: aiutare le donne a liberarsi dal ricatto economico e proseguire il percorso per ritrovare il diritto alla libertà e all’indipendenza.
Il Reddito di libertà regionale consiste nell'erogazione di una cifra mensile a favore delle donne la cui condizione di violenza sia stata certificata da Centri antiviolenza, da Case rifugio e di accoglienza in raccordo col Comune di residenza o col Comune di nuovo domicilio in caso di allontanamento volontario.
A questo intervento si sommano altre iniziative: dall'esenzione per un anno dal pagamento delle imposte regionali per le imprese individuali la cui titolare sia una donna vittima di violenza, a protocolli con le aziende per specifici incentivi all'assunzione, passando per progetti nelle scuole e intese con gli ordini degli avvocati per predisporre un elenco di esperti in materia.
La violenza si può declinare in tantissime modalità, alcune delle quali più subdole di quella fisica ma non per questo meno dolorose. Una delle più pericolose è rappresentata dalla cosiddetta “violenza economica”, con donne che non possono lasciare contesti di sopruso per cause finanziarie, placcate dal ricatto dei propri persecutori.
La dotazione finanziaria iniziale è stata individuata, in via sperimentale, in 100mila euro, una cifra che di fatto raddoppia lo stanziamento previsto a livello nazionale.
BARRIERE ARCHITETTONICHE
La proposta di legge del Movimento 5 Stelle, firmata dal capogruppo in Regione, Francesco Taglieri, rappresenta la fine di una lunga battaglia condotta dallo stesso Taglieri e dal vicepresidente del Consiglio, Domenico Pettinari, e partita da una forte campagna di sensibilizzazione del segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri e soprattutto dell’ex consigliera regionale Antonella Bosco, avvocato di Chieti, e del presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, Claudio Ferrante, che nella Cgil si occupa di diritti dei disabili.
È anche una battaglia che parte da molto lontano perché la norma sull’eliminazione delle barriere architettoniche rimasta inapplicata venne approvata, su proposta dell’avvocato Bosco, 16 anni fa. La legge-Taglieri introduce una modifica che può sbloccare quella norma, la numero 1 del 2008, dimenticata per troppi anni in un cassetto della Regione, prevedendo la costituzione di un Registro regionale telematico con i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (il Peba) compilati dai Comuni, le Province e gli enti pubblici in genere.
Nella sua funzione di raccordo tra enti, la Regione potrà così intervenire sulle amministrazioni comunali e provinciali per capire quali tra queste siano indietro sull’abbattimento delle barriere e perché. E una volta chiarita la situazione nei 305 Comuni e nelle quattro Province, potrà gestire le risorse a favore delle amministrazioni virtuose.
NEGOZI DIVENTATI SIMBOLI
Bar, gioiellerie, esercizi commerciali per la vendita di abbigliamento o stoffe pregiate, luoghi che rappresentano l'identità di una città e dei suoi abitanti più operosi.
L’Abruzzo è terra di negozi storici. La nuova legge, da approvare oggi in Consiglio regionale, fa diventare questi luoghi simbolo un patrimonio da tutelare con un marchio doc.
La legge è nata per iniziativa del consigliere regionale di maggioranza Emiliano Di Matteo (Forza Italia) e punta a modificare una precedente norma datata luglio 2018.
La nuova legge innanzitutto attribuisce il logo di “negozio storico” alle attività commerciali che costituiscono testimonianza della storia, dell'arte, della cultura e della tradizione imprenditoriale locale; stabilisce la definizione di negozi storici, individuandone i requisiti principali; istituisce l’elenco regionale delle attività commerciali storiche e dà alla Regione la possibilità di promuovere misure a sostegno di queste ultime.
Al riconoscimento dei negozi storici provvede il Comune attraverso la verifica del possesso di una serie di requisiti tra cui lo «svolgimento della medesima attività da almeno 40 anni continuativi, salvo interruzioni per eventi straordinari o calamità naturali, nello stesso locale o nella stessa area, anche se con denominazioni, insegne, gestioni o proprietà diverse, a condizione che siano state mantenute le caratteristiche originarie identificative».
MEMORIA PERENNE
La Regione Abruzzo intende mantenere viva, soprattutto nelle giovani generazioni, la memoria della strage di Marcinelle avvenuta l’8 agosto del 1956 nella miniera di carbone di Bois du Cazier a Charleroi in Belgio, una delle più grandi tragedie dell’emigrazione italiana che costò la vita a 262 minatori, 60 dei quali erano abruzzesi. Per questo motivo la stessa Regione promuove la costituzione di una Fondazione “Marcinelle dueseidue”, inizialmente nella sede pescarese del Consiglio Regionale, in piazza Unione.
Gli emendamenti chiave alla norma portano la firma del consigliere del Pd, Antonio Blasioli. Tra questi spicca la proposta di far partecipare alla Fondazione i seguenti comuni abruzzesi che hanno prestato forza lavorativa nella miniera o avuto vittime nella tragedia di Marcinelle: Alanno, Casoli, Castel del monte, Castelvecchio Subequo, Elice, Farindola, Isola del Gran Sasso, Lettomanoppello, Manoppello, Ovindoli, Rosciano, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, Turrivalignani e le tre associazioni istituite per tenere viva la memoria dell’evento: Associazione “Marcinelle, per non dimenticare” di Manoppello, Associazione “Minatori vittime di Bois du Cazier” di Lettomanoppello e Turrivalignani, e infine Associazione “Voci dalla miniera” di Palombaro.
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