«Dopo il Punto nascita, si rischia la chiusura anche di Ginecologia»

Penne, il sindaco D’Alfonso chiama alla mobilitazione tutta la città a difesa del San Massimo Quattro medici di Ostetricia potrebbero essere trasferiti all’ospedale civile di Pescara
PENNE. Si profila un nuovo e più pesante taglio all'orizzonte per l'ospedale San Massimo dopo la perdita del Punto nascita, la cui chiusura è fissata per il 15 dicembre prossimo, in attesa che vengano predisposte quattro nuove sale parto nell’omologo reparto dell'ospedale di Pescara. A rischio sarebbe ora il futuro dell’intera unità operativa di Ginecologia. Reparto che a questo punto potrebbe infatti essere irrimediabilmente ridimensionato.
L'allarme arriva direttamente dal sindaco del capoluogo vestino, Rocco D'Alfonso, dopo aver raccolto alcune preoccupanti informazioni. «Le voci che circolano non sono affatto buone» spiega il primo cittadino. Il rischio è che il reparto di Ostetricia e Ginecologia venga trasformato in day surgery. Decisione che, se confermata, comporterebbe la chiusura del reparto stesso alla degenza ordinaria e l’impossibilità di affrontare le urgenze, con il conseguente trasferimento dei quattro medici che lavorano nell’unità operativa pennese all’ospedale di Pescara. Si tratta di un’ipotesi nefasta, fortemente penalizzante per il nostro ospedale» prosegue D’Alfonso, «contro la quale la mia amministrazione intende lottare con tutte le sue forze». Se si considera che l’unità di Ginecologia ha effettuato quest’anno circa novecento interventi chirurgici di varia complessità, risultando uno dei reparti più efficienti e produttivi di tutto l’ospedale, ecco che il quadro si fa ancor più preoccupante, visto e considerato che il presidio sanitario pennese serve un'area molto vasta oltre che mal collegata a causa di un sistema viario fortemente accidentato. Quanto alla sorte del Punto nascita del San Massimo, la speranza è che la Regione possa accogliere l'istanza di nove sindaci dell'area vestina che chiedono la salvezza dell'importante reparto. Sulla base delle ultime disposizioni del ministro Lorenzin, infatti, il Punto nascita pennese avrebbe il 90% degli standard di qualità richiesti e necessiterebbe quasi esclusivamente di un incremento del personale medico per ottenere la deroga al criterio penalizzante che sancisce la chiusura dei reparti al di sotto dei 500 parti l'anno.
«L'amministrazione comunale» riprende il sindaco, «è stata già fortemente contraria alla chiusura del Punto nascita, tant’è che abbiamo presentato formale richiesta di deroga con altri nove Comuni, sulla base del decreto del ministero della Salute dell’11 novembre scorso. L’eventuale depotenziamento dell'unità operativa di Ginecologia sarebbe la mazzata definitiva. Non esiteremo a far pressioni sulle autorità regionali e sui vertici della Asl», chiosa D’Alfonso, «affinché non venga dato un ulteriore colpo al ospedale San Massimo».
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