Dosi ai bimbi da 5 a 11 anni Si comincia il 16 dicembre

3 Dicembre 2021

Sono 76mila. Verì: è per tutelare la loro salute e frenare la circolazione del virus  Anche da noi arriva l’esercito per fare tamponi agli studenti e scongiurare la Dad 

PESCARA. L’Abruzzo rompe gli indugi: la campagna di vaccinazione per 76mila bambini partirà il 16 dicembre, per entrare nel vivo a Natale. E la Regione avvia i preparativi, che prevedono anche la creazione di percorsi alternativi dedicati ai più piccoli negli hub vaccinali e negli ambulatori. Si va di fretta, con i contagi che corrono nelle scuole, tanto da spingere il Governo a inviare contingenti militari per effettuare campagne di screening tra gli studenti. A darne notizia è stata l’assessore regionale alla Salute Nicolettà Verì, che ha risposto alle domande de Il Centro.
Assessore, quali sono gli obiettivi della vaccinazione in una fascia di età come quella dei bimbi dai 5 agli 11 anni?
«L’andamento epidemiologico delle ultime settimane ha evidenziato una maggiore circolazione del virus nella fascia di età inferiore ai 12 anni, quella che finora era stata esclusa dalla vaccinazione. Si tratta di un dato che, unito al contesto sociale in cui si muovono i più piccoli (tra scuola e attività pomeridiane, spesso in gruppo), ha spinto la comunità scientifica a decidere per l’estensione anche ai bambini, cui è seguito il via libera prima dell’Ema o poi dell’Aifa che hanno autorizzato le somministrazioni. Va precisato, comunque, che l’adesione è volontaria e che non si tratta di una vaccinazione come quella degli adulti, perché i dosaggi saranno inferiori e l’intervallo per il richiamo ridotto. Gli obiettivi sono molteplici: aumentare la platea di popolazione vaccinata per rafforzare gli effetti dell’immunità di gregge, ridurre l’aumento dei contagi tra i più piccoli (così da tutelare i bambini più fragili e anche gli adulti che, per particolari patologie, sono più esposti alle complicanze del virus) e contrastare la diffusione di nuove varianti».
Da quando potrebbero partire queste ulteriori vaccinazioni in Abruzzo?
«Dalle prime informazioni che abbiamo avuto, la campagna vaccinale per i bambini dovrebbe iniziare il 16 dicembre, ma aspettiamo di conoscere se quella data coinciderà con l’avvio delle prenotazioni o con le somministrazioni vere e proprie. Noi saremo come sempre pronti per il giorno che ci verrà indicato dalla Struttura Commissariale, ma verosimilmente ritengo che si partirà a regime a ridosso del Natale».
Ha già una stima di quanti siano i bambini da vaccinare? Per l’Istat sono circa 76mila quelli da 5 a 11 anni in Abruzzo.
«È la platea potenziale sulla quale ci stiamo organizzando, anche se il dato preciso potremo averlo solo nel momento dell’inserimento delle tessere sanitarie, perché senza dubbio ci sarà un numero di bambini residenti sì in Abruzzo, ma che magari vivono altrove e hanno dunque l’assistenza nelle regioni dove sono domiciliati».
Come pensa di organizzarsi con la task force degli esperti?
«In realtà ci siamo già mossi per delineare un primo piano dell’organizzazione, che ricalca (pur adeguandosi a un’utenza, come quella dei bambini, che ha particolari necessità) il modello già sperimentato finora e che ha mostrato di essere efficiente. Nelle prossime settimane, anche alla luce di quelle che saranno le indicazioni nazionali, andremo a calibrare tutti gli interventi per farci trovare pronti nel momento in cui la campagna vaccinale dei più piccoli entrerà nel vivo».
Quale ruolo chiede ai medici pediatri in questa nuova fase?
«I pediatri sono fondamentali in questa fase della campagna vaccinale, ma aggiungo che lo sono già dal momento in cui sono state aperte le vaccinazioni per gli adolescenti. Sono stati e saranno loro, infatti, il primo interfaccia con le famiglie, per rispondere ai dubbi e fare chiarezza sulle tante nozioni e sulle tante notizie false che circolano soprattutto in rete. Il loro apporto è prezioso, dunque, per informare e sensibilizzare a quella consapevolezza che per me, da sempre, rappresenta il punto di forza principale per il buon andamento della campagna vaccinale».
Negli hub vaccinali ci saranno percorsi alternativi dedicati esclusivamente ai bambini?
«È un aspetto sul quale stiamo lavorando, ma sicuramente saranno allestiti percorsi ben distinti e riservati ai più piccoli, anche per assicurare loro un ambiente più accogliente e “sereno”, separato dagli spazi riservati agli adulti. Naturalmente l’intenzione è anche quella di consentire le somministrazioni negli ambulatori, come già avviene per i medici di medicina generale. Aspettiamo, però, di avere indicazioni più precise».
Sarà a disposizione anche in Abruzzo, come annunciato da Figliuolo, un contingente dell’esercito per eseguire i tamponi nelle scuole e quindi ridurre le possibilità di tornare alla didattica a distanza?
«Sì, anche in Abruzzo ci sarà questa opportunità. Il generale Figliuolo si è sempre dimostrato molto disponibile rispetto alle nostre richieste: non dimentichiamo il pronto invio delle dosi aggiuntive di cui avevamo avuto bisogno in primavera, i team mobili dell’esercito che ci hanno permesso di vaccinare il 100 per cento degli abitanti dei piccoli centri montani, le equipe mediche militari che già in passato hanno collaborato alle vaccinazioni e agli screening nelle scuole, il personale sanitario aggiuntivo per gli hub vaccinali».(l.t.)