Dragaggio del porto, al via lo studio dei costi
PESCARA. «C’è il rischio che solo il 10 per cento dei fanghi del porto canale possa essere stoccato in mare, a ridosso della diga foranea, mentre la parte restante potrebbe aver bisogno di un...
PESCARA. «C’è il rischio che solo il 10 per cento dei fanghi del porto canale possa essere stoccato in mare, a ridosso della diga foranea, mentre la parte restante potrebbe aver bisogno di un trasporto in discarica per essere smaltito come rifiuto, il che farebbe lievitare le spese e ridurrebbe la quantità di sabbia da rimuovere». Lo ha annunciato il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri al termine di un incontro in Capitaneria di porto durante il quale è emerso che è stato già redatto, da Giovanna Brandelli dell’Aca, il progetto di rimozione e smaltimento dei fanghi, che ora va esaminato anche per capire i costi. Gli esami sulla qualità ambientale dei fanghi sono stati affidati proprio all’Aca che, a sua volta, si è rivolta a una struttura di certificazione toscana. L’obiettivo, fa presente Sospiri, è di rimuovere «non 30mila metri cubi di sabbia ma almeno 60mila, anche se l’ideale sarebbe 150 mila metri cubi». Sono disponibili un milione e 400mila euro.

