Droga e minacce agli studenti: «Paga o puniremo tua madre»

4 Novembre 2022

Domiciliari e braccialetto elettrico per un 22enne del Teramano accusato anche di tentata estorsione Per ottenere i soldi delle dosi, avrebbe terrorizzato un ragazzino con ritorsioni anche alla sua famiglia

PENNE. Vendeva droga agli studenti. Se i ragazzi, alcuni dei quali minorenni, tardavano a saldare il debito che avevano contratto, scattavano le minacce. Dopo mesi di indagini serrate, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Penne, diretti dal tenente Alfio Rapisarda, hanno arrestato un 22enne residente nel Teramano.
Su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Teramo, su richiesta della procura, il giovane è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettrico. Gli vengono contestati numerosi episodi di spaccio avvenuti tra il 2018 e il dicembre del 2021 fra il Pescarese e il Teramano. Deve anche rispondere di tentata estorsione. Le indagini dei carabinieri di Penne hanno preso il via dal sequestro, nell’area vestina, di una piccola quantità di marijuana. Da quel sequestro sono riusciti a scoprire un vasto giro di spaccio di marijuana, radicato in una vasta area a nord della provincia di Pescara. I destinatari erano giovani e giovanissimi. Le cessioni di droga venivano programmate telefonicamente. E per non dare troppo nell’occhio, si sceglievano luoghi e orari sempre diversi.
In un’occasione, uno degli assuntori, che non riusciva ancora a saldare il debito contratto per l'acquisto dello stupefacente, è stato minacciato dal 22enne. Le minacce non si sono limitate a lui, ma sono state estese anche alla famiglia. Al giovane cliente è stato fatto presente che se non avesse pagato subito, il 22enne se la sarebbe presa pure con la madre. Al termine degli accertamenti, i carabinieri hanno consegnato un corposo fascicolo alla procura che poi, sulla base di quanto emerso, ha richiesto nei confronti del 22enne un provvedimento cautelare «volto a scongiurare il pericolo di reiterazione delle condotte illecite».
La settimana scorsa, la procura di Pescara, a seguito di indagini condotte sempre dai carabinieri della compagnia di Penne, ha rinviato a giudizio 43 persone fra i 21 e i 49 anni, residenti soprattutto a Pescara. Spacciavano marijuana, hashish e cocaina. Anche in quel caso, tra il foltissimo elenco dei clienti c’erano dei minorenni, qualcuno persino di 14 anni. Da quanto emerso, parecchi ragazzini non si sono limitati all’acquisto di “erba” e “fumo”, passando anche alla cocaina. È il caso di un ragazzino che per tre anni si è rifornito di polvere bianca, acquistandola a un prezzo compreso tra 80 e 100 euro al grammo, almeno un paio di volte a settimana.