Due auto distrutte dalle fiamme Ora si indaga sul rogo nella notte

L’incendio scoppiato vicino a un forno ha divorato una Mercedes e una Volkswagen in strada I mezzi erano parcheggiati vicini. La pasticciera: «Poteva andare anche peggio, abbiamo rischiato»
PESCARA. È pesante il bilancio dell’incendio scoppiato nella notte tra venerdì e sabato a Manoppello scalo. E poteva andare ancora peggio, dicono da via XX settembre, dove si sono sprigionate le fiamme che hanno avvolto e divorato due auto, di cui una rimasta completamente distrutta. È accaduto nel cuore della notte, mentre il paese dormiva, e per domare il rogo sono intervenuti attorno alle 4.30 i vigili del fuoco del distaccamento di Alanno, con il supporto di una autobotte partita dalla sede centrale del comando provinciale di Pescara. I veicoli, di proprietà di alcuni ragazzi arrivati da Fregene che alloggiavano nell’edificio vicino, erano fermi. Erano stati parcheggiati oltre tre ore prima nell’area verde che si trova a fianco al panificio pasticceria Antonella, al cui interno stava lavorando una persona. E il rogo, corposo e spaventoso, si è visto da lontano, così come il fumo nerissimo.
Non è chiaro come sia accaduto e l’unica cosa certa, sulla dinamica, è che l’incendio ha interessato un’auto e poi si è propagato anche sull’altra, che era parcheggiata a fianco. Della prima (una Volkswagen Polo) è rimasto ben poco, e la seconda – una Mercedes classe C – ha subito danni gravissimi. Le squadre dei vigili hanno provveduto a spegnere l’incendio e a mettere tutto in sicurezza, oltre ad avviare accertamenti per stabilire le cause delle fiamme. A Manoppello scalo sono arrivate anche due pattuglie dei carabinieri della compagnia di Popoli (comandante Giovanni Savini), per dare il via alle indagini. Sembrano escluse responsabilità di terzi non essendo stato trovato nulla che faccia pensare a un fatto doloso.
«Proprio vicino al punto in cui è avvenuto l’incendio, nel laboratorio del panificio pasticceria, c’era il personale, già all’opera a quell’ora, e non si è accorto di niente», racconta Manuela Blasioli dall’attività storica di Manoppello Scalo. «La finestra era chiusa, il locale occupato da chi stava lavorando era a due stanze di distanza dal punto in cui è accaduto tutto e quando un fornitore ha telefonato per farsi aprire la porta e scaricare la merce, è emerso quello che stava accadendo dietro al giardino, in un’area privata».
Intanto in zona qualcuno si era già accorto delle fiamme e aveva lanciato l’allarme ai vigili del fuoco, «ma poteva andare peggio perché vicino a quelle auto andate distrutte ci sono i motori della nostra attività e anche le condotte del metano, oltre a un albero secco. Insomma, il rischio c’è stato, per chi era nell’edificio», ma fortunatamente le fiamme non si sono propagate ulteriormente, ad esempio ad altri mezzi che erano parcheggiati in zona, e l’intervento dei vigili ha evitato che la situazione degenerasse.
In paese le immagini del rogo e delle auto distrutte dal fuoco sono finite presto sui social e le reazioni sono state di paura, per ciò che poteva accadere, ma anche di stupore per un fatto dalle conseguenze gravi.

