Due paesi in lutto per Mariani: all’addio anche il saluto degli alpini

17 Novembre 2020

TOCCO DA CASAURIA . Il decesso improvviso, sabato scorso, dell'architetto Giovanni Mariani, 69 anni, sposato con Roberta, due figli William e Lorenzo, e da poco nonno, ha lasciato con il fiato...

TOCCO DA CASAURIA . Il decesso improvviso, sabato scorso, dell'architetto Giovanni Mariani, 69 anni, sposato con Roberta, due figli William e Lorenzo, e da poco nonno, ha lasciato con il fiato sospeso l'intero paese, dove ieri mattina si è svolto il funerale nella chiesa di san Domenico. Una perdita che ha seminato dolore e sgomento tra tutti i cittadini.
A celebrare il rito funebre, insieme al parroco don Michele, don Mauro Pallini, già parroco di Torre de' Passeri e oggi alla guida della chiesa Beata Vergine Stella Maris di via Scarfoglio, a Pescara, assistiti dal cerimoniere Adelmo Mariani, con l'accompagnamento dei cori parrocchiali di Musellaro di Bolognano, paese di provenienza della moglie, e di Tocco da Casauria. A rendergli omaggio il gruppo Alpini di cui faceva parte, che ha portato il saluto e il cordoglio, come riferito dal capogruppo Antonio Raulli, espresso da tutte le sezioni delle Penne nere della Val Pescara.
Due paesi in lutto: Tocco e Bolognano, centro quest'ultimo dove l'architetto, ha per molti anni da giovane, prestato servizio nell'ufficio tecnico comunale, incarico associato allo svolgimento della libera professione.
Benché pensionato, Giovanni Mariani continuava a esercitare, poiché incaricato della redazione di una variante al Piano regolatore di Tocco, (di cui aveva redatto già due precedenti versioni nell'arco di 15 anni): pratiche che erano state concluse proprio poche ore prima del decesso avvenuto, senza che avesse mai avuto avvisaglie, sintomi o sospetti. Il malore lo ha colto irrimediabilmente sotto la doccia. L'arrivo dei sanitari dell'ambulanza del Pronto soccorso è servito solo per constatare e confermate il decesso.
Dedito al lavoro e alla famiglia, si intratteneva poco nelle relazioni sociali, anche se era amico di tutti e soprattutto stimato e amato, in special modo dai colleghi, che riconoscevano la sua professionalità e la sua dedizione al lavoro.
A don Michele, durante l'omelia, è piaciuto comunicare l'ultimo colloquio avuto con lui, che gli si era fermato vicino mentre transitava con la sua auto, confessandogli che, in questo tempo di lockdown da Covid-19, nel silenzio cittadino, era finalmente riuscito a percepire il suono delle campane della chiesa di san Domenico e a fare di esso una nuovo segnale per scandire il fluire delle ore.
Tra i tecnici presenti il collega più giovane Giuseppe Smarrelli, che ha condiviso con lui e altri architetti per alcuni anni lo studio tecnico di Tocco, che racconta della «generosità di Giovanni, che essendo più avanti con gli studi e con il lavoro, mi ha insegnato molto e trasmesso anche tanto delle sue conoscenze, della sua esperienza e doti umane».
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