Due progetti per salvare i posti di lavoro

16 Settembre 2023

La società avvia l’iter per realizzare una fabbrica di proiettili e una di batterie elettriche

CASALBORDINO. Gestire il dolore e la paura di perdere il lavoro non facendosi risucchiare in un vortice di disperazione. È quello che stanno cercando di fare i dipendenti della Esplodenti Sabino di Casalbordino. Sessanta padri di famiglia che hanno davanti un baratro di incognite. Dopo la tragedia di mercoledì è molto probabile che la fabbrica di contrada Termini resterà chiusa a lungo.
La nuova tragedia potrebbe tuttavia portare anche a provvedimenti più drastici. E non solo. «I lavoratori sono terrorizzati», dice senza girarci intorno il sindaco di Casalbordino, Filippo Marinucci. «Hanno avuto la prova che quello è un lavoro ad alto rischio. C’è chi sta pensando di lasciare». A confermarlo anche il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti: in paese abita la famiglia di Nicola Colameo, una delle vittime del dicembre 2020. Anche i fratelli lavorano alla Sabino. Nella Val Sinello sono numerosi i dipendenti dell’azienda: ora hanno tutti paura. Provvidenziali potrebbero rivelarsi due progetti che la Sabino sta portando avanti. Il primo prevede la riconversione dell’attuale sito di contrada Termini, o almeno di parte di esso, in una fabbrica di proiettili. C’è poi un altro progetto il cui iter, in questo momento, è sul tavolo della Regione e che prevede l'avvio di un nuovo impianto produttivo in Val Sinello. La Sabino ha rilevato un capannone dismesso in località Crivella che, dopo i lavori di adeguamento e sistemazione, diventerà una fabbrica per batterie elettriche. L’attività rientra nel progetto di transizione ecologica e sarebbe perfettamente in linea con le direttive dell’Unione Europea. La gestione della fabbrica, a quanto è dato sapere, è di una società di cui fanno parte la Sabino e un’azienda bresciana. La fabbrica si occuperà di rigenerazione ed eventuale smaltimento di batterie elettriche. Sono in corso le attività preliminari. Nessuno per il momento se la sente di parlare dei due progetti.
Avviare le due nuove attività significherebbe assicurare lavoro sicuro e questo piace anche ai sindacati. «Nessuno al momento può sapere cosa decideranno di fare i soci della Sabino», ribadisce Marinucci. «Certo, l’auspicio è che il lavoro possa riprendere al più presto e si tratti di un impiego sicuro al cento per cento. Chi ha vissuto per due volte la tragedia risente inevitabilmente di quanto accaduto a livello psicologico». Tante le aspettative per la nuova attività di contrada Crivella. Il sindaco di Pollutri, Nicola Di Carlo, ha visto il capannone ed è favorevole.
©RIPRODUZIONE RISERVATA